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Case popolari, domani un convegno della Cgil a Bari

 

E’ possibile immaginare una edilizia popolare di qualità? Come, quando e quanti interventi sono necessari ed indispensabili per utilizzare al meglio il patrimonio immobiliare residenziale pubblico?

Se ne parlerà in un convegno nazionale organizzato a Bari, presso il Castello Svevo, dalla Cgil nella giornata di giovedì 14 novembre.

Dopo vent'anni di politiche governative e di orientamenti culturali finalizzati allo smantellamento del sistema delle case popolari e all’affermazione che in Italia non ci doveva essere spazio per una politica pubblica di governo e di gestione dell'offerta pubblica di case popolari, oggi esistono le condizioni per riaffermare il principio che lo Stato, tramite le sue articolazioni istituzionali, deve sviluppare politiche pubbliche che forniscano ai cittadini che lo richiedono il servizio di edilizia pubblica residenziale.

Sono più di ottocentomila gli alloggi oggi disponibili e, con una programmazione adeguata, si possono raggiungere gli obiettivi di qualificare l'offerta attuale e di implementarla ulteriormente.

L'offerta di un’edilizia pubblica qualificata e popolare rappresenta, inoltre, uno degli indispensabili tasselli per il rilancio della filiera delle costruzioni nella direzione di contribuire non più a cementificare l'Italia ma di valorizzare il patrimonio abitativo e urbanistico esistente.

Le politiche pubbliche abitative realizzate a Bari dallo IACP e dalle autorità di governo del territorio rappresentano un interessante punto di partenza da approfondire.

Saranno questi gli argomenti al centro del convegno nazionale in programma al Castello Svevo di Bari giovedì 14 novembre.

Nello specifico si parlerà di: programmazione degli interventi di ristrutturazione del patrimonio esistente attraverso il pieno utilizzo delle risorse esistenti presso la Cassa Depositi e Prestiti (circa un miliardo e ottocento milioni di euro); programmazione di interventi di acquisizione di nuovi alloggi utilizzando il costruito pubblico e privato esistente, privilegiando gli immobili allocati nei centri storici e in prossimità di luoghi pubblici; programmazione di un piano d’intervento di nuova edilizia da realizzare esclusivamente nelle aree già impermeabilizzate di proprietà pubblica prossime ai centri storici e a luoghi pubblici;  definizione di un accordo con il Ministero degli Interni e con il Ministero della Giustizia per il “coinvolgimento” di Federcasa e delle aziende ad essa associate nella gestione di tutti gli immobili già sequestrati o confiscati o che verranno ulteriormente sequestrati.

Scritto da Redazione
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