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Cgil: il 2013 è stato un annus horribilis

Un anno orribile sul fronte occupazione e della condizione delle persone: questo il bilancio del 2013 che traccia la Cgil Puglia durante la conferenza stampa di inizio anno.

Non vi diamo dati perché ovunque campeggiano i numeri della disoccupazione e del disagio, così come tutti conoscono le tante vertenze aperte nella nostra regione. La gente ha bisogno di soluzioni. Ha esordito così il Segretario Generale della Cgil Puglia Gianni Forte che ha passato in rassegna le azioni messe in campo dalla Regione come il Piano straordinario per l’occupazione, gli incentivi e i bonus per le assunzioni, i tirocini formativi, le soluzioni in termini di politica industriale, la campagna sui diritti a scuola.

Interventi che hanno attutito gli effetti devastanti della crisi ma non hanno risolto i nodi strutturali, né tantomeno hanno invertito la tendenza sul fronte occupazionale infatti la disoccupazione è cresciuta in maniera spropositata, specialmente fra i giovani. Si sente spesso ripetere che con la ripresa si avvierà una fase positiva, ma non è detto, ha precisato il Segretario Forte, che la ripresa possa tradursi in crescita dell'occupazione, specie al sud, dato che i consumi crollano, le pensioni sono ferme, le retribuzioni pure, il tutto condito da uno Stato che ci mette del suo con il blocco della contrattazione dei dipendenti pubblici o ancora attraverso il pasticcio che si stava creando con gli scatti di anzianità per la scuola.

Kejness insegna che quando c’è crisi è il ruolo del pubblico che deve emergere e allora è il pubblico che deve produrre direttamente lavoro. Certo, continua il Segretario Generale della Cgil Puglia, serve il sostegno al reddito, serve un sistema universale di ammortizzatori sociali, un reddito di ultima istanza, ma è soprattutto il lavoro che serve! Se chiedessimo ad ogni disoccupato: vuoi un reddito o un lavoro? La risposta non sarebbe altro che la seconda.

La proposta della Cgil Puglia è quella di recuperare (dal prossimo assestamento di bilancio regionale, tenendo conto dei maggiori margini che si aprono per effetto dei maggiori trasferimenti ottenuti dalla Puglia dal fondo nazionale sanità) e spendere al meglio le risorse disponibili cominciando proprio con il finanziare piani straordinari per lavori di pubblica utilità, come suggerisce il piano del lavoro della Cgil nazionale, per: assetto idro-geologico, manutenzione del territorio, rifiuti e raccolta differenziata, arredo e decoro urbano, patrimonio archeologico, ambientale, beni monumentali. Assegnando ad ogni comune pugliese la disponibilità di 20 disoccupati da utilizzare su progetti specifici, si darebbe lavoro ad almeno 5000 persone.

Scritto da Redazione
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