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IMU e Bankitalia. Che c'azzecca?

di Mariano Leone*

Che ci azzeccano questi due argomenti infilati nello stesso decreto legge  approvato con le modalità vergognose alle quali abbiamo assistito? Non ci azzeccano nulla.

Almeno questo mi sembra chiaro. Un provvedimento è diretto alla conferma della  sospensione dell’ IMU  e ci viene facile comprendere i motivi di urgenza che hanno fatto scegliere la procedura del decreto legge .

Comprendiamo per l’IMU  le esigenze straordinarie di necessità ed urgenza. Ma non comprendiamo perché ci abbiano infilato anche il provvedimento che riguarda la Banca d’Italia. Sinteticamente ricordiamo che in questo decreto legge il capitale sociale della banca d’Italia veniva portato dalle attuali 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro .

Prima obiezione . Tralasciamo  i motivi per le quali la banca d’Italia è diventata una banca di proprietà di privati, parliamo prima della presunta urgenza del provvedimento. Un comunicato del Governo ( 29 Gennaio) si è preoccupato di giustificare l’esigenza di questa   fretta dicendo  che:

“la riforma era attesa dal 1936 “ sic!

“era urgente perché era urgente il passaggio al sistema unico di supervisione bancaria in ambito europeo”

Sull’urgenza di una riforma che risalirebbe al 1936 non sentivo la mancanza. Ma si sa ci sono sensibilità che si acuiscono improvvisamente dopo 70 anni .

Ma se nonostante questo era la BCE che lo voleva, pazienza bisognava andare di fretta .

Ma la BCE non ha la stessa fretta  dei nostri politici, essa stessa ha previsto l’assunzione delle nuove competenze per l’autunno del 2014 . 

Sempre il comunicato del ministero ci ha tenuto però  a precisare che il provvedimento non costerà nulla allo stato.

Se lo dice questo governo che ha argomentato così efficacemente  le ragioni dell’urgenza ci dobbiamo credere.

Allora tutto questo “gibillero” per dirla in barese è stato fatto per niente .

Signori fatemi capire. Se voi permettete a dei tizi, in questo caso le banche private  proprietarie della banca d’Italia  a portare il valore delle loro partecipazioni da 156.000 euro a 7,5  miliardi, questo  avviene senza che i tizi incrementino il loro valore dei partecipazione?

Se io vinco alla lotteria e cedo la mia vincita ad un mio amico, io non ci ho rimesso niente, ma il mio amico si è arricchito.  Questo è quello che sta avvenendo. 

*Economista

Scritto da Redazione
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