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Due chiacchiere su Pier Carlo Padoan

Il nuovo Ministro dell'Economia è, per i più, un illustre sconosciuto. Provvidenziale dunque è arrivata la solita telefonata del sabato con l'economista e giurista economico Mariano Leone: che ha cercato di chiarirci le idee.

D: Chi è Pier Carlo Padoan? 

R. E’ un economista che fa parte della schiera degli economisti  e banchieri allineati e coperti . Schiera che comprende Draghi, Letta, Monti, la Lagarde , il FMI ( Fondo Monetario Internazionale), la Banca Mondiale,  Goldman Sachs  e l’allegra comitiva della Trilaterale e  del Gruppo BilderbergTuttavia non è un talebano ortodosso dell’ austerità,  è più propenso  alla tassazione delle rendite  patrimoniali. Ma se è stato scelto per quel ruolo abbiamo l’obbligo di essere pessimisti Sono tutte brave persone che pensano che per salvare il mondo  bisogna che i morti di fame facciano sacrifici. Intanto provvedono a salvare se stessi ed i propri interessi. Strano come siano i ricchi a proporre  austerità ai  morti di fame che notoriamente  sono degli  scialacquatori. 

D. Non ne capisco molto, ma è possibile che queste persone con i loro uffici studi  non comprendano che una parte sempre maggiore di popolazione si stia  impoverendo? 

R. Il problema non è capire. Se l’economia fosse una scienza esatta saremmo tutti ricchi. Sono questi signori che cercano di rappresentarci le loro scelte ideologiche come se fossero scelte di mera valenza scientifica. Ci presentano l’economia come se fosse  una scienza  esatta, basata su parametri scientifici. Scambiano l'econometria per scienza . Ci danno i loro infiniti dati econometrici che permettono loro di dire quello che vogliono, senza stabilire i rapporti di causa ed effetto.

Facciamo una banale discussione storica da bar dello sport: conosci qualcuno di questi signori che abbia previsto, per esempio, che i paesi con maggiore sviluppo industriale  nel dopoguerra sarebbero stati gli stessi paesi usciti sconfitti e distrutti dalla guerra: Giappone. Italia e Germania? Conosci qualcuno che abbia previsto lo sviluppo economico della Cina  o dell’India? Conosci qualcuno di loro che riconosca che i paesi che si sono liberati dall’influenza della Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale  hanno migliorato la loro situazione industriale ed economica? 

D. Ma da dove provengono questi signori che determinano le scelte economiche?    

R. Ecco: è questa la domanda vera. Se superiamo l’idea che l’economia sia una scienza esatta possiamo vederli con occhi diversi. La scelta liberistica  ha portato allo stravolgimento delle regole economiche per effetto della eccessiva presenza delle entità meramente finanziarie, per cui le entità bancarie e finanziarie sono state libere di mettere in circolazioni tutta la quantità di carta rappresentativa di valore senza limiti. Forse lo hanno fatto nell’interesse della collettività ma possiamo supporre che lo abbiano fatto nell’interesse immediato dei loro profitti o delle loro carriere. Con l’alibi ideologico che questa sconfinata libertà di emissione di carta si sarebbe trasformata in investimenti ed occupazione.   

D. Ma la teorizzazione del liberismo deve pur aver avuto una valenza teorica...

R. L’utilizzo delle idee liberistiche ha ispirato sia la Thatcher  che Reagan. Ma non c’è scelta politica che non abbia utilizzato la copertura teorica di economisti.Persino Hitler avrà avuto, anzi ha avuto l’economista ispiratore teorico. Se scendiamo nel dettaglio scopriamo che più che la forza teorica serve la gestione effettiva del potere finanziario e politico.

I rappresentanti di questa scuola liberistica, chiamata scuola di Chicago di Milton Friedman, hanno occupato tutte le sedi decisionali dell’economia e quindi della politica. Erano allievi della scuola liberista di Chicago i dirigenti apicali del Fondo Monetario Internazionale, erano allievi di Friedman i dirigenti della Banca Mondiale, era allievo della scuola di Chicago il Ministro del tesoro dell’Argentina autore della famigerata scelta di parificazione della moneta argentina con il dollaro USA, erano consiglieri di Pinochet gli  allievi  della scuola di Chicago. E fa parte di questa famiglia il nostro nuovo ministro dell’Economia Padoan . 

D.  A proposito, cosa pensi di questo nuovo ministro? 

R. Voglio  rimanere  nella valutazione di  Paul Krugman,  premio Nobel per l’economia che si è espresso contro questi signori dei quali fa parte il nuovo ministro Padoan, dicendo  più volte e in più occasioni  che  la loro  politica  economica, che chiamano dell’austerità, sta deprimendo l’economia e sta spostando la ricchezza da salari e stipendi verso una base sempre più ristretta di capitalisti finanziari. Abbiamo  sempre più poveri e sempre meno ricchi  come numero ma sempre più ricchi . Avremo un mondo di  pochi Paperon dei Paperoni e una massa sempre maggiore di paperini spiantati. Potremmo vendere più Ferrari ed avere i supermercati deserti.

D. Ma non se ne rendono conto? 

R: Certo. La stessa Christine Lagarde  (Fondo Monetario Internazionale), stessa parrocchia degli amici citati prima, ha detto che la ripresa è insufficiente a creare i 200 milioni di posti di lavoro dei quali il mondo ha bisogno. Insufficiente  anche a diffondere i benefici goduti  da troppe poche persone . Negli USA il 95% per cento dei nuovi guadagni di reddito dal 2009 è andato all’1%  più ricco.     

D: Ma ci dicono che se non si crea ricchezza non si determinano le risorse per creare investimenti ed occupazione. 

R. Gli americano hanno definito questa teoria come  la teoria dell’innaffiamento. Innaffiamo di acqua i ricchi  e solo i ricchi (teorie liberiste di  Reagan e Thatcher)  per non disperdere risorse e qualche goccia finirà con il bagnare il terreno circostante formato dai poveri. Si tratta della stessa teoria del colonialismo. Arricchiamo i paesi ricchi che sfruttano le risorse dei paesi poveri, qualcosa finirà con il rimanere nella disponibilità della popolazione dei paesi poveri. 

D. Vogliamo terminare questa telefonata  con qualche previsione un po’ meno pessimistica? 

R. Si lo possiamo fare...Le  previsione più recenti  (gennaio 2014)  del FMI  riportate dal World Economic Outlook  Update mostrano una ripresa  leggera in consolidamento. Il ritmo di crescita ( con i limiti distributivi che abbiamo lamentato nel corso della telefonata) mostra un rafforzamento del ritmo mondiale di crescita dal 3% del 2013  una proiezione al 3,7% nel 2014 ed ad una proiezione del 3,9 per  il 2015. Con differenze tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo.. 

D. Basterà questa tendenza a farci stare meglio e a dare occupazione?

R: No!

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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