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Aldo Pugliese (Uil): serve un anno di crescita e concertazione

“Un anno cruciale per il futuro del nostro Paese e della Puglia. Un anno in cui sarà vietato ripetere gli errori del recente passato, che dovranno invece essere seppelliti da un rinnovato processo di crescita, economica ed occupazionale, frutto di una concertazione intensa tra le istituzioni e le parti sociali”.

E’ un appello alla responsabilità quello lanciato da Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, nel corso della conferenza stampa di inizio anno del sindacato regionale. UIL che chiude il 2012 con un bilancio positivo (circa 5000 iscritti in più), ma che non può certo dirsi soddisfatta della situazione socio-economica in cui la Puglia continua a galleggiare.

“Il 2013 può essere l’anno della svolta, certo – conferma Pugliese – a patto che tutti siano coscienti delle difficoltà che ci attendono al varco. Del resto, sono proprio i cittadini e i livelli dei consumi a prospettare un’ardua scalata più che una comoda discesa. Stavolta, però, se saremo chiamati a compiere sacrifici, è giusto che chi li imporrà, coloro i quali saranno chiamati dalle urne ad assumere decisioni di peso in tal senso, diano il buon esempio riducendo, drasticamente e senza indugi, gli sprechi e gli eccessi che continuano, nonostante tutto, a contraddistinguere l’universo politico nostrano, sia nazionale che locale”.

Il Segretario Generale della UIL regionale accoglie il capolinea del Governo Monti con l’auspicio che finisca “finalmente tra i cattivi ricordi la politica del rigore a senso unico, dei tagli verticali dettati da mere esigenze ragionieristiche. Il risultato della scellerata politica attuata dal Governo dei tecnici è, del resto, sotto gli occhi di tutti: il lavoro è un mercato al palo e il tasso di povertà delle famiglie continua a crescere senza sosta”.

Ma se l’Italia piange, la Puglia non ride. “Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi ben al di sopra del 17%, ovvero 6 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, mentre le ore di cassa integrazione richieste hanno infranto la temibile soglia del miliardo. E anche il Pil regionale, per il 2013, è previsto in calo di 1,3 punti. Insomma, è giunto il momento – spiega Pugliese – di svoltare di 360 gradi, attraverso un programma serio che premi l’industria sana e innovativa, che favorisca l’apertura di piccoli e grandi cantieri bloccati da beghe burocratiche, che abbatta le frontiere dell’isolamento infrastrutturale e dei trasporti nel quale la Puglia è drammaticamente confinata a causa di una gestione a dir poco fallimentare da parte di Regione, Trenitalia e Aeroporti di Puglia, che agevoli il percorso lavorativo di giovani e donne”.

Capitolo a parte merita l’emergenza ambientale e sanitaria. “Sulla questione Ilva – attacca subito Pugliese – siamo stati schietti fin dall’inizio: bisogna scindere gli interessi della proprietà da quelli della fabbrica e dei lavoratori. La proprietà ha il dovere di fare tutto quanto necessario per l’ambientalizzazione degli impianti, presentando subito un piano industriale che attinga da risorse adeguate. In caso contrario non c’è alternativa alla gestione commissariata dell’Ilva. La salute ed il lavoro devono poter coesistere, in quanto diritti inalienabili previsti dalla Costituzione: ecco perché il dissequestro dei semilavorati è un provvedimento bilanciato rispetto agli interessi in campo. Ma sia chiaro, decreto e Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) a parte, non è pensabile affrontare un’emergenza di tali proporzioni con gli investimenti in edilizia sanitaria più bassi d’Italia, con piante organiche di settore non all’altezza, con ospedali costantemente sotto minaccia di chiusura (per tacere dei 22 già chiusi), con una politica dei rifiuti tuttora ancorata al sistema, barbaro e inaccettabile, delle discariche”.

Scritto da Redazione
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