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Ilva: una settimana decisiva per Taranto

Sono giorni assolutamente decisivi per il futuro dell'Ilva di Taranto. Nella giornata di venerdì scorso, infatti, il Consiglio dei ministri ha nominato, su proposta del ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini, l'ingegner Alfio Pini Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto. Il Governo ha anche nominato Vitaliano Esposito Garante per il monitoraggio dell'esecuzione delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l'Ilva.

Intanto questa mattina la Procura della città jonica, che indaga sull'Ilva, ha rigettato la richiesta di scarcerazione per Emilio Riva, numero uno del colosso dell’acciaio, e per il direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso (al quale sono stati concessi gli arresti domiciliari).

Sempre in procura, è di questa mattina l'esposto presentato dal comitato Taranto Lider in cui si richiedono indagini epidemiologiche per verificare l’eventuale collegamento fra le emissioni inquinanti e le patologie rilevate nell'area cittadina.

Domani a Roma è previsto un tavolo tecnico interministeriale sull'Ilva, alla presenza dei rappresentanti anche di Regione, Provincia e Comune, per fare il punto della situazione intricata tra esigenze ambientali, della salute e dello sviluppo economico ed industriale dell'intera area.

Giovedì, poi, il ministro Clini tornerà a Taranto, con l'obiettivo, come lui stesso ha voluto confermare alla stampa, di "imprimere una forte accelerazione al risanamento ambientale dell’Ilva e del territorio di Taranto, per la piena applicazione della legge 231".

Ma siamo ancora in tempo? Secondo la Uil "il Governo decide di muoversi e di adempiere ai propri impegni con notevole ritardo, quando la bufera sta per raggiungere i livelli di massima allerta”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, evidenzia come l’Esecutivo si sia “finalmente deciso, mentre a Taranto è in corso un conflitto che ai più appare insanabile, a nominare una figura di rilievo come l’ex magistrato Vitaliano Esposito quale garante per la messa a norma dell’Ilva, secondo quanto stabilito dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) e per tutti gli interventi necessari all’ambientalizzazione dello stabilimento siderurgico”.

Tuttavia, chiarisce il Segretario regionale della UIL, “Esposito non potrà che registrare mestamente come l’Ilva non abbia dato corso, in qualità di privato, alla realizzazione di qualsivoglia intervento per la messa in sicurezza degli impianti, né tantomeno alla presentazione del piano industriale, collegato al relativo piano investimenti”.

L’ing. Alfio Pini, capo nazionale dei Vigili del Fuoco, già figura di primo piano nel processo di risanamento della zona di Marghera in cui è presente l’impianto petrolchimico, è stato invece nominato commissario per le bonifiche, la cui responsabilità sarà relativa agli interventi di risanamento nelle aree urbane del tarantino, per i quali sono disponibili 336 milioni di euro.

“Arduo compito attende – è la valutazione di Pugliese – un professionista pur capace e dal curriculum estremamente rassicurante come Pini. Il suo ruolo assomiglia tanto a quello di un ministro senza portafoglio. La somma stanziata, infatti, era stata per metà già destinata, tempo addietro, alla stessa utilità nonché al dragaggio del porto di Taranto. Somma assolutamente inadeguata, risibile rispetto alla mole di interventi da realizzare. Né verranno restituiti i fondi assegnati a Taranto e poi dirottati altrove dalla Regione, ovvero i 53 milioni per la riqualificazione e la bonifica del rione Tamburi (ora sono solo 8 i milioni disponibili) e 30 milioni per la bonifica del Mar Piccolo (adesso ridotti a pochi spiccioli). Insomma, se non è una presa in giro, poco ci manca…”.

Pugliese spiega come “i milioni messi a disposizione non saranno sufficienti neanche a coprire la fase di progettazione” e fa quindi appello all’incontro interistituzionale previsto per domani a Roma tra comune di Taranto, Provincia di Taranto, Regione e Ministeri coinvolti dalla problematica affinché “invece di una mera e sommessa condivisione delle decisioni governative emerga con forza un profondo senso di responsabilità da parte dell’esecutivo, il cui comportamento fa certo comodo all’Ilva, e la necessità che tempi e risorse siano proporzionali e adeguati al disastro ambientale con cui il territorio ionico è costretto a convivere. Il riconoscimento nazionale della strategicità economica e occupazionale dello stabilimento siderurgico non può essere accompagnata oltremodo da un’inaccettabile trascuratezza nei confronti dell’emergenza che sta colpendo lavoratori e cittadini”.

Scritto da Redazione
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