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Latte: ok alla riapertura del tavolo regionale

Il Tavolo regionale della filiera del latte sarà riaperto. Lo rende  noto l’assessore alle Risorse agroalimentari della regione Puglia Dario Stefàno: “Perché – spiega – il problema dell’accordo sul prezzo del latte regionale investe un spicchio importante del sistema produttivo agricolo pugliese” .

“Il meccanismo degli accordi di filiera - aggiunge Stefàno - è alla base della scelta con cui abbiamo finanziato i PIF, progetti integrati di filiera. Se viene meno quella intesa vengono meno anche le ragioni del nostro investimento, di natura finanziaria e strategica, che aveva ed ha come obiettivo principale quello di restituire competitività anche al produttore primario, l'allevatore in questo caso”.

Come ha spiegato il neoeletto presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele dalla stalla agli scaffali dei supermercati il prezzo del latte fresco e dei prodotti lattiero-caseari aumenta di ben quattro volte, mentre il prezzo del latte alla produzione è fermo a 20 anni fa, con una quotazione attuale tra i 35-38 euro al quintale. Tenendo conto che mangimi (+9,1%) e costo energetico (+8%) hanno notevolmente appesantito il bilancio delle aziende zootecniche regionali, si può calcolare un costo medio di produzione del latte tra i 41 e 43 euro al quintale alla stalla. "In questi ultimissimi mesi - dice Cantele - si è assistito al fallimento di una intesa promossa dall’Assessorato, al fine di disciplinare il prezzo e le modalità di commercializzazione del latte bovino conferito dai produttori agli acquirenti. Un fallimento dovuto alla ingiustificata assenza dal tavolo del mondo della trasformazione". 

“C'è poi l’inganno a danno dei consumatori – ha detto il direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – con alcuni soggetti della filiera che stanno svendendo e deprezzando la vera mozzarella pugliese, offrendola a prezzi stracciati sugli scaffali della distribuzione organizzata, finanche a tre euro al chilogrammo. La dimensione del fenomeno, in costante crescita, minaccia gli allevatori, i caseifici e i consumatori. Per non parlare poi di vere e proprie truffe realizzate da soggetti che, con fallimenti pilotati, lasciano a secco i propri fornitori, per riapparire poi sul mercato con una nuova ragione sociale”. 

In Puglia le aziende zootecniche sono 7.352, la produzione di latte è pari a circa 3,5 milioni di quintali, con un fatturato di oltre 300 milioni di euro e un import pari a 1.563.339 quintali. L’import è costituito, prevalentemente, da prodotti semi-lavorati: cagliate, polvere di latte, caseine, caseinati e altro, utilizzati per produrre finte mozzarelle ‘Made in Puglia’.

Scritto da Andrea Dammacco
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