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Una famiglia pugliese su cinque vive in stato di povertà relativa

I dati relativi alla povertà delle famiglie pugliesi sono impietosi ed oltremodo allarmanti. E mentre la politica si prepara ad un anno sabbatico, tra elezioni politiche a febbraio, amministrative a maggio e regionali con ogni probabilità ad ottobre, chi deve affrontare il problema quotidiano della sopravvivenza ha affianco a se' sempre più famiglie.

“E’ il momento di agire coraggiosamente, mettendo al bando ogni politica meramente ragionieristica. E di puntare senza remore su un progetto che rilanci l’economia attraverso un nuovo protagonismo del mercato occupazionale e dei consumi, certamente incompatibile con la tassazione selvaggia che sta frustrando inesorabilmente la già di per sé esausta imprenditoria nazionale”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia, invita all’abbandono “del fallimentare rigore che negli ultimi tempi ha incatenato il Paese, il Meridione e la Puglia al palo di una recessione che pare non avere fine, come dimostrano i dati, impietosi, relativi alla povertà delle famiglie italiane”.

Numeri che fanno scattare il campanello d’allarme in Puglia. “L’intensità della povertà nella nostra regione è pari al 20,3%, mentre il 21,1% delle famiglie pugliesi – spiega il Segretario della UIL regionale – vive in uno stato di povertà relativa, il quinto risultato più elevato a livello nazionale, che si inserisce nel preoccupante quadro del Sud Italia, in cui la percentuale sale addirittura al 23%, il doppio della media nazionale, quasi cinque volte quella registrata al Nord. Per tacere della povertà assoluta: il 6,7% del Mezzogiorno rappresenta una soglia di estrema attenzione, che impone interventi mirati e urgenti”.

Eppure “la riforma degli ammortizzatori sociali messa a punto dal Governo sembra non tener conto dell’aggravarsi di una crisi che, numeri alla mano, non è affatto tramontata. Allo stato attuale delle cose, infatti – chiarisce Pugliese – la cassa integrazione in deroga è garantita fino al prossimo mese di aprile, aprendo scenari, nell’immediato futuro, di estrema drammaticità. Occorre, pertanto, far leva sulla forte determinazione delle istituzioni locali e delle parti sociali, affinché si possa accedere in tempi brevi, attraverso una concertazione costante, ai fondi utili a garantire la tutela del reddito dei lavoratori e delle classi sociali più in difficoltà”.

Pugliese insiste sulla necessità di “una maggiore flessibilità del sistema creditizio nei confronti delle imprese in difficoltà, nonché di misure concretamente incisive che consentano lo snellimento dell’iter burocratico per il rilascio di autorizzazioni in tempi competitivi rispetto agli altri Paesi dell’Ue, sbloccando, nel contempo, i finanziamenti comunitari a disposizione degli Enti Locali”.

“Il saldo negativo delle imprese messo in luce da Confcommercio – conclude il Segretario – con il Sud ancora una volta triste mattatore, conferma come sia indispensabile investire per stimolare un aumento della liquidità che, immessa sul mercato, dia vita a un circolo virtuoso in grado di generare consumi, occupazione e, quindi, una migliore e più equa redistribuzione del reddito. A tal fine, l’apertura di cantieri per le infrastrutture ed in particolare per la logistica e per i trasporti può sicuramente fare da volano ad un percorso di crescita e di ripresa economica”.

Scritto da Redazione
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