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Inquinamento acustico, l'Italia messa in mora dall'Ue

La Commissione Europea ha messo in mora l’Italia perché inadempiente sulle norme comunitarie relative ai livelli d’inquinamento acustico. La maggior parte dei comuni italiani con più di 250 mila abitanti, con infrastrutture ferroviarie eautostradali, non ha redatto le mappature del rumore e i piani d’azione per ridurlo.

E’ stata una richiesta inoltrata dalla Commissione Europea per via del mancato rispetto della direttiva n. 49 del 2002 (2002/49) che stabilisce la gestione del rumore ambientale nelle Regioni.

Ora il nostro Governo ha due mesi di tempo per presentare le sue precisazioni e contro deduzioni.

Se non saranno ritenute sufficienti scatteranno da parte dell’Unione Europea le procedure d’infrazione che prevedono una multa salatissima, sarebbero tanti soldi che in un momento di crisi come questo non aiuterebbe la situazione economica italiana.

L’Italia vanta anche un record di procedimenti di infrazione Ue pendenti: 135 su 1775 procedure nei 27 Stati membri. Secondo i dati della Commissione Europea di marzo 2013,  il 17% delle procedure riguardano l’ambiente e anche in questo l’Italia resta in testa per numero di procedimenti aperti su tematiche ambientali: 33 sulle 135 complessive. Siamo a rischio sanzione per rifiuti e qualità dell’aria.

La Commissione Europea ha messo in mora l’Italia perché inadempiente sulle norme comunitarie relative ai livelli d’inquinamento acustico.La maggior parte dei comuni italiani con più di 250 mila abitanti, con infrastruttureferroviarie e autostradali, non ha redatto le mappature del rumore e i piani d’azione per ridurlo.E’ stata una richiesta inoltrata dalla Commissione Europea lo scorso 25 aprile per via del mancato rispetto della direttiva n. 49 del 2002 (2002/49) che stabilisce la gestione del rumore ambientale nelle Regioni.Ora il nostro Governo ha due mesi di tempo per presentare le sue precisazioni e contro deduzioni.Se non saranno ritenute sufficienti scatteranno da parte dell’Unione Europea le procedure d’infrazione che prevedono una multa salatissima, sarebbero tanti soldi che in un momento di crisi come questo non aiuterebbe la situazione economica italiana.L’Italia vanta anche un record di procedimenti di infrazione Ue pendenti: 135 su 1775 procedure nei 27 Stati membri. Secondo i dati della Commissione Europea di marzo 2013,  il 17% delle procedure riguardano l’ambiente e anche in questo l’Italia resta in testa per numero di procedimenti aperti su tematiche ambientali: 33 sulle 135 complessive. Siamo a rischio sanzione per rifiuti e qualità dell’aria.

Scritto da Redazione
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Martedì, 07 Gennaio 2014
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