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G20: Politiche occupazionali e lotta all'evasione fiscale per la ripresa

Crescita, nuova occupazione di qualità e nuove regole sui mercati finanziari per contrastare i fenomeni dell'evasione e dell'elusione fiscale. Il G20 di San Pietroburgo è stato vissuto dai rappresentanti dell'Unione Europea con l'obiettivo di superare la fase in cui le misure di austerità rappresentavano l'argomento principale di discussione ma trova sulla sua strada la crisi siriana che rischia, inevitabilmente, di attirare buona parte dell'attenzione degli addetti ai lavori. La decisione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, di dar il via libera ad un attacco militare unilaterale ha trovato l'immediata opposizione delle Nazioni Unite che preferirebbero portare a termine ispezioni indipendenti e organizzare una conferenza di pace per raggiungere una soluzione diplomatica alla crisi. Una soluzione auspicata anche dall'Unione Europea, in particolare dall'Italia, e da Papa Francesco che ha inviato un messaggio al G20 ribadendo la necessità di una soluzione pacifica che prevenga l'estensione delle tensioni su scala regionale e mondiale.

La crisi mediorientale potrebbe pregiudicare gravemente anche la ripresa economica che, secondo il ministro dell'economia italiano, Fabrizio Saccomanni, sarebbe già entrata nella sua fase iniziale. La discussione e la cooperazione intorno ai temi dello sviluppo sostenibile, dell'equità distributiva, della regolamentazione della finanza, della fiducia dei consumatori e della creazione di occupazione di qualità è dunque centrale in questo momento, come ha sottolineato il Direttore Generale dell'ILO, Guy Ryder.

In un' intervista rilasciata alla vigilia del G20, Ryder ha messo in evidenza la difficile situazione del mercato occupazionale.

Secondo i dati dell'ILO sono 93 milioni le persone senza un lavoro nei paesi appartenenti al gruppo del G20 mentre il conto sale a 200 milioni di individui se si prende in considerazione il resto del mondo. Una situazione di oggettiva difficoltà che non cambierà a meno di "azioni decise" che devono essere promosse proprio dai leader del G20: "Il messaggio l'ILO — ha detto Ryder — è che queste misure devono rafforzare in particolare la domanda interna che consentirà di aumentare la domanda aggregata mondiale favorendo così la crescita che condurrà a sua volta alla creazione di nuovi posti di lavoro".

Una linea che i leader del G20 hanno approvato a seguito degli incontri avvenuti nel mese di luglio e che stanno già mettendo in pratica: "La Russia stessa — ha spiegato ancora il Direttore Generale dell'ILO —, che presiede il G20 di quest'anno, ha messo a punto un piano molto ambizioso per creare circa 25 milioni di posti di lavoro. Altri agiscono in modo diverso. Sud Africa e India, per esempio, stanno mettendo l'accento su importanti programmi pubblici per l'impiego, l'Unione Europea sta andando avanti con nuovi programmi per rilanciare l'occupazione giovanile".

Gli sforzi devono però essere moltiplicati per garantire una ripresa occupazionale che permetta di ritornare ai livelli pre-crisi: "Una cosa che si può fare — ha concluso Ryder — è prestare particolare attenzione ai termini e alle condizioni di quella parte della forza lavoro più debole ed esposta alle negative circostanze attuali. Ciò significa che in molti paesi, i salari minimi potrebbero essere rivisti, la contrattazione collettiva, che è un veicolo molto importante di condizioni di lavoro dignitose, può essere rafforzata. E se c'è un denominatore comune, credo che sia la necessità di affrontare il dramma sociale della disoccupazione giovanile".

L'appello alla crescita e all'occupazione è d'altra parte condiviso sia dai leader del B20, che hanno aggiornato il Libro Bianco in occasione del vertice russo, sia dai leader del L20.

Scritto da Redazione
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