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Commercio Ue-Usa, via al secondo round

Il secondo round sul partenariato UE-USA in materia di commercio e investimenti si svolgerà dall'11 al 15 novembre a Bruxelles. Al centro del negoziato le norme su investimenti, servizi, energia e materie prime per rilanciare la crescita e l'occupazione.

L'UE e gli USA hanno annunciato la date del secondo round del partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP). Il negoziato commerciale, originariamente previsto dal 7 all'11 ottobre, era slittato a causa dello shutdown del governo federale americano.

Le basi per un accordo commerciale con gli Stati Uniti sono state gettate nel novembre 2011. In quell'occasione venne istituito un gruppo di lavoro di esperti governativi su occupazione e crescita e furono esaminati i potenziali effetti dell'accordo e le relative opportunità. La conclusione fu che un accordo globale avrebbe incrementato le possibilità commerciali e facilitato gli investimenti UE-USA, dando un impulso positivo alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro sia negli Stati Uniti sia nell'Unione europea.

Partendo da questo presupposto, nel 2013 la Commissione europea ha ricevuto il mandato sull'accordo TTIP, un accordo commerciale volto ad eliminare gli ostacoli commerciali in vari settori economici, semplificando l'acquisto e la vendita di beni e servizi tra l'UE e gli USA. La rimozione degli ostacoli commercialisi tradurrebbe in competitività e quindi in un abbassamento dei prezzi a beneficio dei cittadini e delle imprese in Europa.

A marzo 2013 la Commissione ha proposto direttive di negoziato agli Stati membri e a maggio il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione con l'intenzione di contribuire alla buona riuscita dei negoziati.

In questi negoziati la Commissione europea, guidata dal Commissario UE per il Commercio Karel De Gucht e supportata da un team di negoziatori, rappresenta l'UE e i suoi Stati membri al tavolo dei negoziati. Per gli USA, il principale negoziatore è il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio.

È importante ricordare che l'UE e gli USA sono le maggiori potenze economiche mondiali, insieme rappresentano infatti circa la metà del PIL mondiale e il valore degli scambi ammonta a circa 2 miliardi di euro al giorno.

Gli Stati Uniti sono inoltre il principale mercato di esportazione dell'Unione europea (il 17% delle esportazioni totali) e gli investimenti statunitensi in Europa sono di gran lunga superiori rispetto a quelli in altri continenti.

I vantaggi di un partenariato commerciale sono evidenti e i costi saranno presumibilmente limitati, perché deriveranno dall'eliminazione di norme non necessarie e di complicazioni amministrative. Secondo uno studio del Centro di ricerca per la politica economica (CEPR) di Londra, circa l'80% dei vantaggi economici del partenariato deriverebbe dalla riduzione dei costi imposti dalla burocrazia, nonché da una liberalizzazione degli scambi di servizi e delle gare d'appalto pubbliche.

Scritto da Redazione
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