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Pmi: il 2014 sarà l'anno del rilancio

Il 2014 potrebbe rappresentare un anno di svolta per le piccole e medie imprese (PMI) europee dopo cinque anni di incertezze e difficoltà.

La ripresa economica potrebbe dunque trovare il suo motore proprio nelle PMI che dovranno però ora sfruttare la possibile congiuntura positiva e cogliere le opportunità di formazione con il fine di colmare quel mismatch fra domanda e offerta indicato da tutti i recenti studi come uno dei freni alla ripresa occupazionale. Fino al 2011, le PMI hanno resistito bene all'impatto della crisi andando però in difficoltà nel 2012, anno in cui sono stati persi 610 mila posti di lavoro con un contestuale calo di incidenza sul PIL del 1,3%. Il 2013 è stato l'anno della ripresa per le PMI europee che hanno creato 0,3% posti di lavoro in più rispetto al 2011 con un valore aggiunto del 1%.

Dati confortanti che si evincono dal rapporto annuale "A recovery on the horizon?" pubblicato dalla Commissione Europea che vede una tendenza in atto robusta in grado di confermarsi anche nel corso del 2014. Se questo trend dovesse trovare conferma nell'anno in corso, sottolinea la Commissione, si potrebbe dichiarare superata la più grave crisi della storia recente affrontata dalle PMI europee.

A guidare la ripresa ci sono le imprese del settore dei servizi e del manifatturiero che sono destinate a crescere nel corso del 2014 creando nuova occupazione e valore aggiunto.

Nell'ambito di un processo di riconversione che punta diritto verso un'economia della conoscenza, il ruolo delle PMI, si sottolinea nel rapporto, sarà cruciale per l'Europa. L'appello della Commissione alle istituzioni nazionali e europee è dunque quello di sostenere la crescita delle PMI considerando il loro ruolo strategico per lo sviluppo economico e per la creazione di posti di lavoro.

Un settore forte, in grado di sostenere la competizione internazionale e capace di assorbire una parte degli oltre 26 milioni di persone alla ricerca di un'occupazione, deve costituire un obiettivo primario delle politiche continentali. La ripresa è d'altra parte dovuta anche all'ingente numero di misure adottate dall'UE e dagli Stati membri: tra il 2010 e il 2012 sono stati adottati in Europa quasi 2.400 provvedimenti a favore delle PMI. Passi nella giusta direzione dunque anche se molto rimane da fare.

La Commissione chiama la politica ad impegnarsi al fine di creare un ambiente positivo per lo sviluppo imprenditoriale. I paesi caratterizzati da infrastrutture moderne, innovazione tecnologica e forza lavoro specializzata, conclude la Commissione, usciranno dalla crisi con molta più facilità.

Proprio sul tema delle competenze la ETF, la European Training Foundation, ha recentemente sottolineato quanto la formazione sia fondamentale per lo sviluppo delle PMI anche nei paesi limitrofi all'UE dove rappresentano oltre il 90% del business locale. E' soprattutto in questi paesi, sottolinea l'ETF, che la scarsa attenzione per la formazione produce i fenomeni più preoccupanti di mismatch fra domanda e offerta di lavoro danneggiando la competitività, e la capacità di creare occupazione. Quella del mismatch fra domanda e offerta di lavoro è una delle principali questioni analizzate dall'ILO nel rapporto Global Employment Trends 2014 da dove si evince come i prolungati periodi di inattività dovuti alla crisi concorrano all'impoverimento delle competenze.

Scritto da Redazione
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