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Piazza Umberto, a proposito di recupero

Il dibattito sul futuro di piazza Umberto sembra essersi affievolito. Dopo i primi interventi chiesti e ottenuti dal Comitato cittadino e dalla Fondazione Tatarella, tutto sembra essersi fermato. È necessario, invece, riprendere il filo del discorso, almeno per due ragioni.

Per capire, innanzitutto, qual è il progetto dell'amministrazione comunale, posto che, sino ad ora, ha parlato a più voci e confusamente.

Poi, per fare di piazza Umberto il paradigma del dibattito sulle piazze e sul verde a Bari, sottraendolo allo sterile chiacchiericcio destra/sinistra su ritardi e paternità, che ha caratterizzato sino ad oggi il dibattito scontro sul recupero di altre piazze cittadine.

Il progetto di recupero, valorizzazione e riutilizzo di piazza Umberto dovrebbe ruotare intorno a un semplice e chiaro concetto: più spazio e più verde, meno cemento e meno bitume. Il che comporta innanzitutto la demolizione ed asporto delle inguardabili fioriere poste sul viale centrale della piazza e di tutto il bitume di pavimentazione che degrada e deturpa tutti i viali della piazza.

Ciò, oltre ad eliminare un'orribile superfetazione, ricongiungerebbe almeno visivamente i due pezzi di via Sparano, che potrebbe essere attraversata da una sicura e utile pista ciclabile, dalla stazione ferroviaria a Bari vecchia, sino al porto e al lungomare.

Il piano di calpestio dei vialetti potrebbe essere in terra battuta, come probabilmente era in origine, mentre il tratto che congiunge i due tratti di via Sparano potrebbe essere pavimentato con pietra vulcanica, se la stessa soluzione venisse adottata per tutta la strada e per tutto il murattiano.

L'edificio Goccia del Latte, che ha un suo pregio estetico, va recuperato e liberato da ogni elemento deturpante. Va anche lasciato libero dalla benemerita associazione che lo occupa, alla quale il Comune si premurerà di trovare altra e più idonea sede. Quell'edificio, invece, potrebbe più utilmente essere utilizzato per un Infopoint e un Internetbar, allo scopo di attrarre nuovamente nella piazza i giovani e gli studenti della vicina università.

Tutte le alberature, presenti sulla piazza, vanno sottoposte ad un accurato check up perchè nessun albero vada perduto, né oggi e nemmeno in futuro.

L'impianto di illuminazione va totalmente rivisto, tenendo conto delle "funzioni" che la piazza deve assolvere, e prevedendo anche una illuminazione artistica delle alberature, che ne valorizzi l'aspetto scenico.

Il discorso sulle "funzioni" che la piazza dovrebbe assolvere potrebbe far insorgere i fautori del "giardino così com'era", che non vorrebbero alcuna modifica del disegno ottocentesco, fatto di aiuole "recintate" da cordoli e siepi, di vialetti e panchine. Una tesi non sfornita di valore storico, ma non per questo da accettare acriticamente.

Ai sostenitori del "giardino così com'era" mi limiterei a chiedere per quale ragione vorrebbero sottrarre all'utilizzo dei cittadini, e in particolare dei giovani e dei bambini, rilevanti fette di verde della piazza, intercluse dalle siepi e, quindi, inaccessibili alle persone, ma non ai cani e agli spacciatori, che se ne servono per nascondervi le dosi di droga da offrire ai loro clienti.

L'eliminazione delle siepi e dei cordoli renderebbe fruibili gli spazi verdi, altrimenti non utilizzabili. Potremmo così vedere bambini giocare nel verde e, nei mesi caldi, studenti sdraiati sul prato a leggere e studiare. Siepi e cordoli, per mantenerne il ricordo e il segno, potrebbero, invece, recintare l'intera piazza.

Un punto di discussione, nella prospettiva di un maggiore e migliore utilizzo della piazza, potrebbe riguardare l'estensione della piazza, eliminando il tratto di strada in prosecuzione di via Argiro e l'utilizzo a prato di parte dei vialetti oggi non molto praticati.

Sulla piazza già sorgono alcune funzioni, che andrebbero però riguardate, garantendo uniformità di stile e maggiore funzionalità.

Mi riferisco all' edicola, al bar e al parco giochi. Ulteriori funzioni potrebbero riguardare sui lati estremi della piazza uno spazio wc per le persone, e anche per i cani, uno spazio giochi per anziani, un percorso fit e all'esterno, parcheggi esclusivi per moto e bici.

Un'ultima questione riguarda la utilizzabilità della zona centrale piazza per piccoli concerti di musica e altre iniziative culturali, che non dovrebbe presentare difficoltà, contribuendo efficacemente ad una maggiore frequentazione della piazza.

La ristrutturazione, infine, dovrebbe essere eseguita, avendo molta cura dei particolari e della unicità di stile e di colore, eliminando l'attuale assai discutibile promiscuità. In tal maniera, si potrà recuperare una importante piazza di Bari, non limitandoci a riproporre semplicemente un angolo d'epoca, ma a rendere fruibile uno spazio pubblico, utilizzando bene il denaro della collettività.

Scritto da Salvatore Tatarella
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