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Bari, triste epilogo

Innanzitutto complimenti a Lecce. È fra i finalisti per la candidatura a Città della cultura. Ne sono felice e mi auguro sinceramente che possa centrare il risultato. La sua vittoria sarebbe un indubbio successo di tutta la Puglia, che ne ritrarrebbe forti vantaggi. Non sono campanilista, nè tifoso. La leadership regionale si conquista anche così.

Detto questo, c'è solo da rammaricarsi per Bari. Ne scrissi in questa rubrica già a fine agosto. Dopo la candidatura del capoluogo, annunciata con il solito vuoto clamore da Michele Emiliano, nulla è stato fatto, tanto da costringere Emiliano a rinunciare e ad accodarsi malamente a Taranto. Anche in questo caso, nulla seguì all'annuncio. Ora Taranto è fuori, e con essa anche Bari. Nessuno sembra farci caso. Bari, ormai, è una citta abituata alle sconfitte, non solo nel calcio. È la norma.

Nessuno s'indigna, nessuno cerca le responsabilità, nessuno alza la bandiera di una rinascita. Certo le colpe principali sono del Comune, e di Michele Emiliano in special modo. Lui è sindaco, assessore alla cultura e factotum. Ma classi dirigenti locali, intellettuali, istituzioni culturali, stampa e opposizione non ne hanno di meno. Quando Bari rialzerà la testa e volterà pagina?

Scritto da Salvatore Tatarella
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