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Mario Mauro lascia il Pdl: atto di inizio di un percorso politico nel nome del popolarismo europeo

L’atto con il quale Mario Mauro è uscito dal Popolo delle Libertà non è solo un apprezzabile esempio di coerenza in un panorama ricco di ipocrisie, penultimatum e codardie. È anche un gesto che apre concretamente un percorso politico.

Il mio collega di Europarlamento (nonché mio corregionale e comprovinciale per nascita) non ha eseguito una manovra tattica, magari destinata a procurargli qualche futura benemerenza o prebenda. Non solo non ne ha alcun bisogno, ma è di tutta evidenza che il suo atto di dignità comporta più rischi che convenienze.

Gli uomini con delle idee, però, le difendono anche quando non c’è da guadagnarci. E Mario Mauro di idee ne ha in abbondanza, con solide radici nella vicenda dei cristiano-democratici italiani ed in quella del popolarismo europeo, alla quale i primi hanno potentemente contribuito.

Un percorso politico, si diceva: che obbedisce ad una indifferibile esigenza di chiarezza.

Silvio Berlusconi e la sua politica, per toni e contenuti programmatici, ma anche per l’alleanza bramata ed infine conclusa con la Lega, sono incompatibili con il Partito Popolare Europeo.

In nessun altro Paese d’Europa, infatti, le forze moderate di ispirazione lato sensu cristiana possono accettare o tollerare di schierarsi con forze xenofobe, antieuropee e criptorazziste.

È un non expedit, per usare un linguaggio che i cattolici hanno ben presente, che non conosce eccezioni e non è sottoposto alle convenienze.

Avesse cercato l’intesa con la Le Pen, Sarkozy sarebbe ancora all’Eliseo; potesse contare sull’appoggio dei Republikaner, Angela Merkel potrebbe tranquillamente prenotare un ulteriore mandato come Reichkanzler.

Ma a nessuno di loro questa idea è apparsa o appare non diciamo buona, ma praticabile. Ecco perché riteniamo si debba procedere al più presto all’espulsione del Pdl dal Ppe e costituire una nuova delegazione italiana all’interno del nostro gruppo parlamentare a Strasburgo.

I colleghi che vorranno allinearsi alle posizioni berlusconiane potranno tranquillamente trovar posto insieme a Speroni e Borghezio nel gruppo “Europa della libertà e della democrazia” (sic!).

Chi voglia invece continuare coerentemente a rappresentare il vero centrodestra, che è quello degli europeisti convinti, della legalità repubblicana e dello slancio riformatore, potrà scegliere questa nuova collocazione.

Per quanto mi riguarda, e credo anche di poter interpretare il pensiero del mio collega di Fli Potito Salatto, sono già pronto a impegnarmi in questo senso.

Sono sicuro che lo faranno anche tanti altri colleghi eletti nelle liste del Pdl, che non sono disposti a vendere una storia di oltre sessant’anni e valori ben più antichi alla deriva incontrollata di un personaggio al declino.

Andiamo incontro a questa nuova stagione con animo sgombro dai rancori e dalle tensioni del passato. La battaglia perché l’Italia diventi più forte, più serena e più prospera passa anche e soprattutto dalle istituzioni europee.

È di grande conforto sapere che questa battaglia potrà continuare a contare su un uomo del valore di Mario Mauro.

di Salvatore Tatarella

Europarlamentare, Presidente dell'Assemblea nazionale Fli

Scritto da Redazione
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