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Europee: verso il minimo storico del centrodestra?

Nel 2009 il Pdl era da poco nato, il centrodestra viveva una stagione esaltante. Il risultato delle elezioni europee di cinque anni fa segnò il suo massimo storico. Pdl 35%, Lega Nord 10%, insieme il centrodestra al Governo del Paese arrivò a superare il 45% massimo storico del centrodestra berlusconiano.

Di quella gioosa macchina da guerra è rimasta un'armata brancaleone dove tutti lottano per salvarsi. Dopo la scissione di Ginfranco Fini e la nascita di Fli, che Giulianio Ferrara da sempre lucido osservatore definì "l'inizio della fine di Berlusconi", si sono succedute altre scissioni e addii clamorosi nel mondo berlusconiano. Prima quella di La Russa e Meloni, poi quella ancora più grave del delfino Angelino Alfano e la nascita del Nuovo Centro Destra che ha sottratto al Pdl, intanto ritornato a chimarsi Forza Italia, diversi parlamentari ed eletti sul territorio.

L'addio di Paolo Bonaiuti e le recenti dichiarazioni di Sandro Bondi, uomini ombra del Cavaliere, su un centrodestra privo di futuro dimostrano ancora una volta che le critiche di Gianfranco Fini al mondo berlusconiano erano più che fondate e che in tanti pensavano la stessa cosa, ma per convenienza preferivano tacere. Queste europee rischiano di segnare, cinque anni dopo, il minimo storico del centrodestra che sarà molto lontano da quel 45%. Per non parlare di quello che accadrà nelle due regioni (Abruzzo e Piemonte) e nei 28 comuni capoluogo chimati al voto dove il cengtrosinistra forte dell'effetto Renzi rischia di fare cappotto. Difficilmente tutti i partiti di centrodestra riusciranno ad ottenere un risultato superiore a quello del centrosinistra, con Forza Italia che rischia seriamente di essere superata dal Movimento di Grillo per il secondo posto.

Dopo queste europee servirà immaginare centrodestra diverso da quello di questo ultimo "Ventennio", parafrasando il libro di Fini, con una nuova classe dirigente preparata, moderna ed europea. Un centrodestra inclusivo, aperto, arioso, giovane non solo nei volti, ma anche nelle idee e nei programmi, possibilmente in linea con i partiti simili presenti nel continente perchè i problemi di oggi non si possono risolvere con gli slogan di ieri.

Scritto da Fabrizio Tatarella
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