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Elettorando

Decaro: io o Olivieri

Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole Antonio Decaro. Si sa che il giovane parlamentare non gradisce passare come un clone di Michele Emiliano. Posizione che nel centrodestra dovrebbe assumere anche più nettamente Mimmo Di Paola, smarcandosi sempre di più da Raffaele Fitto.

Di Decaro si conoscono anche alcune condizioni, che avrebbe posto per accettare di partecipare alle primarie e sono tutte di straordinaria importanza. La prima é che l'ordine di arrivo alle primarie non possa essere utilizzato come bilancino per i futuri assetti in Giunta.

Tradotto in pillole, il diktat di Decaro è semplice: i miei assessori e il mio vice li scelgo io  e non altri. Ancora più chiaramente, questo è uno stop netto ed esplicito alle velleità di Giacomo Olivieri. Decaro non lo vorrebbe nemmeno in Consiglio, figuriamoci in Giunta.

L'altra condizione è che le liste siano ripulite dai vecchi tromboni del Consiglio comunale.

Insomma, Sindaco nuovo, consiglieri nuovissimi.

 

E facciamole queste primarie. Vuoi mettere Monteleone contro Di Paola?

Il centrodestra avrebbe tutti i numeri per riprendersi il Comune di Bari. Innanzitutto il naturale turn over. Dopo dieci anni di centro sinistra, è forte fra gli elettori la voglia di cambiare colore.

Il centro sinistra, inoltre, non ha ancora un candidato sindaco e forti sono le divisioni al suo interno e non tutte ancora appalesatesi nella loro virulenza. Il centrodestra, invece, il suo candidato lo ha già scelto. È Mimmo Di Paola, ottimo manager, imprenditore e uomo di cultura. Ciliegina sulla torta, non é il candidato ufficiale di Forza Italia e di Raffaele Fitto.

É espressione autonoma di una lista civica indipendente, sulla quale, oltre a una pletora di liste e listarelle, non sempre portatrici di reale peso elettorale, è confluita anche Forza Italia. Tutto lascerebbe prevedere una facile vittoria, ma c'è un problema. Anzi, un pretesto: le primarie.

A chiederle per primi furono i Fratelli d'Italia, l'ultima piccola formazione della diaspora della destra. Più una manifestazione di esistenza in vita, che una vera proposta politica. Loro per primi sanno che, se si facessero, ne verrebbero travolti, guadagnando senza ombra di dubbio l'ultima posizione. Chiacchiere al vento quindi?

Niente affatto, perché, nel frattempo, delle primarie se n'é impadronito il Nuovo Centrodestra, che le sta usando come una clava contro Raffaele Fitto. Che anche in questo si tratti di un pretesto e fuor di dubbio e lo si capisce subito dal candidato posto in campo dal Nuovo Centrodestra. Quel Costantino Monteleone, pluritransfuga e pluribeneficiato da Forza Italia, gettonatissimo (nel senso di super pagato) ex capogruppo del Pdl, rispolverato da un gruppetto di voltagiacchetta in perenne ricerca di poltrone e prebende, passato in breve volger di tempo dal Pdl a Fli e da Fli di nuovo al Pdl, quindi a Puglia protagonista e, infine, al Nuovo Centrodestra. Almeno per il momento.

A Bari il Ncd é rappresentato da gente accorta (Massimo Cassano), esperta (Antonio Azzollini) e di qualitá (Gaetano Quagliariello). Nemmeno per un minuto possono pensare di vincere le primarie con un candidato come Monteleone. Certo,raccoglierebbe i voti della sua clientela (mille e cinquecento), ma nemmeno quelli di tutto il partito. Dall'opinione pubblica e dalla società civile non prenderebbe un voto. Di Paola lo straccerebbe di sicuro. Perché regalare questa vittoria a Fitto?

Perché conoscono l'uomo, con i suoi pregi, innegabili, e i suoi difetti, evidenti. Fitto é puntiglioso. Le primarie non le accetterà mai, ragionano i suoi avversari, perché equivarrebbe ad ammettere che anche la sua leadership é in discussione.

Allo stato, quindi, le posizioni restano distanti. Fitto si é tirato fuori, dicendo che é affare di Dipaola accettare o meno le primarie. Mossa abile, ma insufficiente. Nuovo Centrodestra non molla e insiste. Dipaola rischia di apparire debole e subordinato a Fitto. Il peggio che gli si possa augurare.

Come uscirne? Con un colpo d'ala, di intelligenza e umiltà. Fitto accetti le primarie. Dipaola le vincerâ a mani basse. il Nuovo centro destra non avrà più alibi e dovrà aderire alla coalizione. Il centrodestra tornerá a vincere a Bari, ponendo una forte ipoteca sulle regionali del prossimo anno.

Surico trova casa

Approssimandosi le elezioni comunali e, in prospettiva, anche quelle regionali, il vasto esercito dei voltagiacchetta è in grande movimento. Sopratutto nell'area di centrodestra e, più specificatamente, della ex An.

Quello che fu il grande partito della destra italiana si è andato sfaldando per errori e incapacità dei suoi capi, sicché molti peones si sono affrettati a cercare una nuova casa. Abbiamo già contato una decina di nuovi approdi ed altro ancora vedremo sino alle elezioni. Promettiamo di segnalare ai nostri lettori ogni passaggio dei nostri valorosi e intrepidi voltagiacchetta.

Segnaliamo, per cominciare, Giammarco Surico, una vita all'ombra di Raffaele Fitto, al quale deve tutto. Improvvisamente lo ritroviamo in Fli, il partito controcorrente di Gianfranco Fini. Un'esperienza che dura pochissimo.

S'infrange contro la mancata candidatura alla Camera. Comincia così un errabondo peregrinare del nostro consigliere regionale, fra un voto a favore di Nichi Vendola e vecchi conciliaboli con Michele Emiliano.

Per circa un anno rimane parcheggiato in Puglia Protagonista, un ectoplasma politico, di cui nessuno ha mai avuto contezza. Ora, pare che Surico abbia trovato finalmente una casa più stabile, il Nuovo Centro Destra di Massimo Cassano. Una formazione nettamente antifittiana.

Quando si dice la riconoscenza. Ancora sconosciuti gli obiettivi, certamente discussi al momento del passaggio: restare in Regione o ritentare l'agognato passaggio a Roma? Entrambi assai difficili da concretizzare.

Monteleone, proprio no

L'avevamo già scritto che i candidati a sindaco sarebbero cresciuti oltre ogni limite, ma che sarebbero andati oltre la decenza, proprio non lo avevamo immaginato. Anche Costantino Monteleone aspira, dunque, a fare il sindaco. Lui, il consigliere comunale più pagato di Bari, sogna, forse, di diventare il sindaco più caro di Puglia.

Nell'arte di portare a casa molti euro, senza nemmeno lavorare, Monteleone, indubbiamente, è una star insuperabile. Consigliere e capogruppo sempre presente e muto, porta a casa il massimo dell'indennità mensile. Poi incassa anche una prebenda dalla Provincia, come membro del Comitato di valutazione. Infine un istituto serale, dove risulta assunto, gli paga un lauto stipendio, senza che lui metta mai piede in aula, perché sempre impegnato in Comune. Tutto questo a spese dei contribuenti e senza che si scopra traccia alcuna della quotidiana attività amministrativa di questo eccelso rappresentante della fauna politica barese.

La notizia, é vero, non ha avuto molto spazio sulla stampa, perché sarà risultata inverosimile anche ai giornalisti, che ben lo conoscono, ma è attendibile. La candidatura di Monteleone è stata offerta in dote al Nuovo Centrodestra di Massimo Cassano e Gaetano Quagliariello da un incerto gruppetto di ballerini e voltagiacchetta della politica barese, che non hanno ancora deciso dove  accasarsi. Lo stesso Monteleone, del resto, ne è un degno esemplare, essendo riuscito tempo addietro a stare contemporaneamente in Fli e Pdl.

Se, però, possiamo anticipare la nostra, Monteleone si ritirerà. La sua non é una candidatura, ma una minaccia. Appena troverà, come in passato, un danaroso finanziatore, rinuncerà, per concorrere nuovamente solo come consigliere. Nella caccia alla preferenza personale é davvero insuperabile e forse non sarebbe male accertarne cause e modalità.

Bari, riemergerà D'Ambrosio Lettieri?

Nel centrodestra se le stanno dando di santa ragione, come Puglia d'oggi riferisce a parte [qui il link].

Quali conseguenze avrà questa lotta fratricida sulla scelta del candidato sindaco è difficile dirlo. Di certo non gioverà, ma forse riaprirà una partita, che sembrava chiusa e definita.

Non ci riferiamo al senatore Massimo Cassano che, nonostante dichiari il contrario, non ha alcuna intenzione di candidarsi alle primarie. Non ne ha alcuna convenienza e, se si facesse prendere dall'ambizione, ci penserebbe la famiglia, e in primis la moglie, a stopparlo. Non pensiamo nemmeno a Filippo Melchiorre, la cui aspirazione alle primarie è destinata a restare tale.

Alludiamo, invece, al senatore Luigi D'ambrosio Lettieri, che da questa improvvisa e caldissima guerra barese potrebbe risultare avvantaggiato. Se permane o addirittura aumenta la tensione fra i due contendenti al controllo dell'area barese, ovvero Cassano e Raffaele Fitto, è probabile che Mimmo Di Paola si sfili dalla competizione. Il manager barese non è abituato a perdere. Egli sa bene che un centrodestra diviso difficilmente potrebbe vincere la partita.

Non è escluso, quindi, un suo passo indietro, come ha già fatto Francesco Schittulli. Magari, guardando anche lui alla Regione. E non solo. Sul tavolo ci sono anche altre poltrone a lui più congeniali, dalle autorità portuali all'Acquedotto pugliese. Ritiratosi anche Di paola, riemergerebbe Lettieri, che il candidato sindaco lo farebbe volentieri. Come tutti sanno da tempo.

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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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