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Europee, D'Alema capolista nel Sud

Mentre tutti gli altri partiti annaspano in un incerto futuro, il Pd si sente sicuro di cogliere alla prossime europee (25 maggio, data nella quale il Governo fisserà anche il turno amministrativo, che comprende Bari e Foggia) un netto successo.

Per l'occasione nella Circoscrizione sud, che comprende anche la Puglia, scenderà in campo una vecchia conoscenza, Massimo D'Alema. Il leader massimo, che ha ricucito i rapporti con Matteo Renzi, guiderà la lista. Prima conseguenza la trasmigrazione di Paolo De Castro nella Circoscrizione ovest, che comprende la sua Bologna.

Per entrambi si prospetta un futuro europeo.

De Castro, dopo aver guidato con competenza la Commissione Agricoltura e portato a termine un difficile negoziato sulla nuova Pac, la politica agricola comune, aspirerebbe al salto di qualità, e a rappresentare l'Italia nella Commissione, al posto di Antonio Taiani, in rientro al Parlamento europeo.

Peccato. De Castro poteva essere un ottimo candidato alla guida della Regione, sommando competenza, esperienza e moderazione.

Sulla sua strada europea potrebbe, però, incrociare Massimo D'Alema, che aspira a fare il capogruppo del Pse, il partito socialista. Se non gli riuscisse potrebbe essere tentato di fare il Commissario, bruciando le fondate aspirazioni di De Castro.

Dopo D'Alema, oltre ai parlamentari uscenti, tutti confermati, potrebbero scendere in campo Michele Emiliano e Nichi Vendola. Entrambi, se interpellati, negheranno, ma Emiliano dovrà candidarsi necessariamente. Per fare le prove generali in vista delle prossime regionali, se sarà lui a guidare il centrosinistra. Per trovarsi un seggio, se questa possibilità gli sarà preclusa. Vendola, invece, dovrà semplicemente decidere se giocarsi la terza presidenza. In caso negativo, le europee saranno obbligatorie. Del resto fu gia eletto una volta, dieci anni or sono.

Buio pesto nel Pdl, ormai orfano di una candidatura di Silvio Berlusconi. Non si sa se si scinderanno e se faranno una o due liste. Nè, escluso Raffaele Fitto, si vede uno in grado di fare il capolista al sud. La squadra di dieci eletti della scorsa legislatura sarà molto rimaneggiata. Si parla di 5 o 6 eletti. Falcidiata anche la rappresentanza pugliese, che cinque anni fa elesse quattro deputati. Tatarella ha dichiarato da tempo che non si ricandiderà, Silvestris non potrà contare più sul correntone gasparriano, ormai dissoltosi, la Matera difficilmente potrà godere degli appoggi dell'altra volta, che le consentirono di arrivare prima. Più sicura la posizione di Baldassarre, che ha svolto in Parlanento un buon lavoro, guadagnandosi la vice presidenza della delegazione Pdl, e che comunque gode del forte appoggio di Fitto.

La destra, se riuscirà a candidarsi con il simbolo di An, supererà certamente lo sbarrammento del 4% e conquisterà un seggio, ma deve fare attenzione a come farà le liste. Se saranno confezionate per recuperare un seggio a vecchi colonnelli potrebbe andare incontro a cocenti e forti delusioni.

Dei grillini non si sa nulla, salvo che gli eletti lo saranno con poche preferenze.

Scritto da Il trombato
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