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Bari, il Pdl rischia di implodere

Forse non è lontano dal vero Michele Emiliano quando sostiene che nelle prossime elezioni la sinistra non avrà avversari e che il vuoto lasciato libero dal centrodestra potrebbe essere riempito da forze avventuriste, leggi grillini.

Lo schema di Raffaele Fitto sembrava fin troppo facile. Emarginata e ridotta all'irrilevanza la pretesa dell'eterno Filippo Melchiorre di ottenere inutili primarie e ottenuta la importante e improvvisa rinuncia (annunziata per primi da Puglia d'oggi) di Francesco Schittulli,  scoraggiato da sondaggi molto negativi e da insistenti anticipazioni di avvisi di garanzia, la confluenza su Mimmo Di Paola sembrava cosa fatta.

Il manager barese per mesi aveva fatto lavorare suoi ambasciatori a una ricomposizione con Raffaele Fitto. Ottenuto l'agognato perdono, ha prima annunciato la discesa in campo della sua associazione e poi, pensando di essere rimasto il solo candidato possibile per il centrodestra, ha rotto la sua antica e consueta cautela e annunciato la sua discesa in campo in una convention al Palace, presenti e plaudenti diversi plenipotenziari fittiani. Primo fra tutti il decadente Simone Di Cagno Abbrescia, sindaco sconfitto e stracciato da Michele Emiliano ed oggi neo spin doctor di Mimmo Di Paola.

Le cose, però, in terra di Bari sono più complicate di come se li aspettava Raffaele Fitto, sempre meno attento a Bari e sempre più impegnato nelle questioni romane e nel feudo salentino.

Certo, sono stati molti ad accettare la sua indicazione per Di Paola, ora che è svanita del tutto la vecchia ruggine, che portava  Raffaele a restituire al mittente persino i cortesi regali natalizi del manager aeroportuale. Molti altri, però, non ci stanno a farsi sorpassare da uno che, sino alla improvvisa scomunica vendoliana (leggi mancata riconferma), è stato al servizio del governatore rosso.

A che serve essere fedeli al centrodestra, se poi un "traditore"passato al nemico torna sugli altari?

Questo il mantra dei tanti pretendenti alla candidatura a sindaco. Non solo l'immarcescibile Ninni Cea e l'eterno giovane Mario Ferorelli. Ma anche diversi parlamentari, che indichiamo in ordine di grandezza elettorale: Massimo Cassano, Luigi D'ambrosio Lettieri e Francesco Paolo Sisto. Quasi tutti a chiedere le primarie, come chiede da tempo Filippo Melchiorre. Il più convinto è, naturalmente, Massimo Cassano, che fondatamente pensa di vincerle e di puntare alla massima carica cittadina.

Tutto da rifare, quindi, per Di Paola e Raffaele Fitto, entrambi contrari alle primarie. Fitto è ancora in grado di imporre la sua scelta, ma un Pdl spaccato rischia un massacro elettorale.

Il centrodestra, stando ai catastrofici sondaggi, avrebbe bisogno di unità e di un candidato forte, credibile, accettato e, sopratutto, coerente. Purtroppo, non ce l'ha. Si apre, pertanto, una stagione di conflittualità aspra e lunga, aggravata dall'incerto destino nazionale del partito.

Come finirà non lo sappiamo, ma che il centro destra possa vincere la  battaglia per il sindaco di Bari, allo stato, la vediamo abbastanza difficile.

Scritto da Il trombato
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