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Per riunire la Destra, facciamo all'americana

Ci sono due modelli di alleanza tra partiti o movimenti: il primo, all'europea, antepone l'accordo tra i soggetti politici al programma; ed il secondo, all'americana, propone il primato del programma su cui poi convergono le forze politiche.

In Italia, in tutti gli schieramenti, si segue quasi sempre il modello europeo, in cui poi il programma politico diventa una sintesi delle varie componenti.

A destra, in queste ore, i moti sono tanti, si aprono nuove scatole da riempire e si invitano altri a farne parte. Chi accetta, nel caso, è ospite. Il che non fa piacere a nessuno. Col berlusconismo e il Pdl poi, la destra ha un altro problema: distinguersi. Mai occasione fu tanto congeniale per guardare oltreoceano e tornare a parlare di "cose di destra".

Sarebbe il percorso più adatto per un'unione alla pari, senza padroni di casa ma co-fondatori di un grande progetto. Certo, questo comporta un sacrificio per chi sfiora l'idea del podio, della prima fila, ma meglio creare insieme una cosa fatta bene che fare da soli il partitino del 2 %.

La politica, del resto, oltre ad essere una carogna, è anche sacrificio. La destra ha un vantaggio ed è un simbolo non consumato, in grado di rievocare l'immagine di una parte politica perbene e pulita: quello di An. Si potrebbe pensare anche che sia la chiave giusta per intercettare parte del popolo grillino, in cui c'e' tanta gente di destra delusa che tornerebbe a votare se ci fosse quel simbolo.

Come fare, dunque, a riunire la destra?

Con un contratto in cui le parti si impegnano su un programma preciso ispirato -perchè no- alla destra sociale. E non si dica che è un vestito non più di moda: mai come oggi quel programma, quell'ispirazione, sono attualissimi. Partendo con coraggio, per esempio, dalla sovranità monetaria, tema caldissimo. Pensando ad autorevoli voci come quella del Professor Giacinto Auriti e al suo esperimento per la "moneta dei cittadini", prontamente bloccato dai giudici, eppure tanto conveniente (ne riparleremo approfonditamente).

Potremmo tornare a parlare di solidarietà, di valori. Di legalità, di impegno responsabile. Quindi, come unire la destra?

Con un manifesto programmatico a cui aderire tutti insieme e senza personalismi, senza lotte per il controllo del quartiere. Su questo programma, tutte le forze di destra potrebbero convergere in modo paritario, con la determinazione che le contraddistingue.

Forse anche stavolta l'America ha qualcosa da insegnarci. Speriamo ci sia ancora voglia di imparare.

Scritto da Federica Stea
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