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La Destra che vota Grillo

Ho un amico, simpatico e brillante, anche se ha il difetto di essere del Pd. Si chiama Domenico De Santis, ha scritto un libro che consiglio a tutti: “La sinistra che vota Grillo”.

Nel libro si dà voce alla gente comune, ai sinistroschi che, delusi dalla cattiva politica come tanti, hanno deciso di votare per protesta i cinque stelle. Un’idea che rivela l’umiltà della sinistra –almeno di quella parte evoluta e ricettiva- che si accorge di aver sbagliato e cerca di rimediare, di capire perché sia venuto meno quel rapporto di fiducia col suo elettorato. A destra, o anche nel centrodestra, questa sensibilità non l’ha mostrata ancora nessuno.

Non c’è un partito che guardi ai cittadini che seguono il comico e che si proponga di recuperarli. La verità è che si pensa che la maggior parte dei grillini sia di sinistra e non è per niente così.

Ce lo ha ricordato in questi giorni lo stesso Grillo, prendendo una posizione inaspettata sul reato di clandestinità. E Grillo, che non ha i paraocchi come il resto dei tronfi politici, il termometro ce l’ha e sul reato in questione ha parlato ad una fetta di elettorato che sa essere precisamente di destra.

Sa di raccogliere la delusione di chi per anni ha votato An, poi qualcuno il Pdl e infine, lui.

Il comico genovese sa pure che quel fare reazionario piace agli stomaci di destra perché loro erano abituati a leader forti, che agivano. Ma anche Grillo avrebbe una bella gatta da pelare se rispuntasse Alleanza Nazionale, sparigliando le carte. An ricorda ancora una destra di protesta, di contestazione democratica e poi persino di governo.

Questa è la chance che si rischia di perdere. Ma innanzitutto, la destra deve mettersi in testa che il M5S  non sia affatto la maison della sinistra pentita, perché lì c’è un elettorato abbandonato che aspetta ancora risposte dalla parte politica a cui sente di appartenere. Bisogna scendere dal piedistallo, battere un colpo e dire che la destra c’è e non per essere galassia di partitini poco utili, ma per costituire una grande forza di governo senza tradire quella voglia di azione e lotta contro i poteri forti che la destra ha sempre saputo rappresentare e che oggi è Grillo ad incarnare.

An parlerebbe ai giovani che in passato ha saputo crescere con passione nella militanza, ai nuovi volti di una società che ha voglia di partecipare come protagonista in una politica rinnovata. An potrebbe molte cose, se solo rinascesse per abbracciare tutte le forze di destra sotto un unico simbolo. Potrebbe persino neutralizzare Grillo a destra.

Scritto da Federica Stea
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