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Vendola sotto accusa, tra presunzione di innocenza e opportunità politica

Non sono mai stato a busta paga dei Riva e ho combattuto per la salute dei tarantini in perfetta solitudine. Così il governatore della Puglia Nichi Vendola, in una delle decine di dichiarazioni di ieri, dopo la notizia che anche lui, il leader di Sinistra Ecologia (!) e libertà, è indagato dalla Procura di Taranto per concussione aggravata nell’ambito dell’inchiesta dell’Ilva.

C’è chi giura, nel suo entourage, che ieri sera Nichita sia stato sul punto di mollare e dimettersi dalla guida della Regione. Combattuto, resiste, mentre continuano a moltiplicarsi notizie, particolari e indiscrezioni dell’inchiesta e dei suoi retroscena politici. Nella dichiarazione del governatore però, qualcuno legge una lontana allusione.

Logica: se lui non è mai stato a busta paga dei Riva, ma dice di esser stato lasciato solo nel combatterli per Taranto dagli altri partiti, chi è a busta paga del gruppo?

Inutile nascondersi dietro un dito, le voci qui non si contano.

E non certo da oggi, ma da sempre e in una visione tutta trasversale dei rapporti tra gli imprenditori in questione e la politica. 

Dall’opposizione, i berluscones si dicono garantisti. Giusto, non si può essere garantisti a corrente alternata, e la giustizia farà il suo corso, così come gli accusati si difenderanno. Bene.

E tuttavia, la responsabilità penale in politica non è l’unico criterio per valutare la posizione di chi è al potere. Esiste la responsabilità politica, forse meglio tradotta in termini di opportunità. È opportuno che un signore, anche se potrebbe essere innocente, continui a guidare la Regione mentre a suo carico sussistono accuse  che lui stesso definisce infamanti?

La risposta è ovvia: no. Vendola magari alle dimissioni ci sta pensando, ma inutile illudersi, le dimissioni si minacciano e si annunciano, ma difficilmente si rassegnano.

Quello che non si riesce a decifrare è l’occasione persa dal centrodestra per mettere davanti il governatore alle sue responsabilità politiche e all’opportunità di cui sopra. Fa parte dello Stato di diritto il rispetto del principio di presunzione di innocenza, ma fa parte della politica mettere in evidenza l’opportunità che un ente così importante come la Regione sia governato senza ombre. Perché il Pdl non chiede le dimissioni di Vendola? Forse, anche stavolta si concretizza il funerale della destra e l’esaltazione del berlusconismo con troppa comprensione.

È bene ricordare che la destra, invece, vanta più leader mai raggiunti nemmeno da un avviso di garanzia.

Bisogna ricordarlo alla gente, ma soprattutto a chi in questo tempo sta ricostruendo la forza di un’idea: bisogna ricordarglielo per evidenziare l’importanza del suo impegno. Abbiamo bisogno di una nuova destra che possa tornare a vantarsi della trasparenza e integrità dei suoi uomini. Perché oggi questo in politica fa già da solo la differenza.

Scritto da Federica Stea
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