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Cerignola: ANTIC’P MAMM!

Super lavoro per le Poste, in questi giorni.

Andirivieni di postini a Palazzo di Città.

Vitullo, che pure sarebbe a detta di qualcuno il capogruppo del PDL, che a detta di qualcuno sarebbe lo stesso partito in cui milita il Sindaco, scrive.

Una volta al giorno.

Ora da solo (per l’edilizia sociale);

poi in compagnia (altri quattro consiglieri del PDL e dunque della maggioranza).

Il commento più ovvio e più sensato è stato:

“Ma se siete nello stesso partito e nella stessa maggioranza, fedeli nei secoli, perché, invece di scrivere, non fate”.

Vitullo vuole l’edilizia sociale; si guadagna qualche benemerenza dai soliti noti prenditori della città.

Ha la possibilità di un insediamento di edilizia sociale proprio là dove ci sono ancora le macerie dell’Albergo Moderno; invece, pensa al... Piemonte... e scopre l’emergenza abitativa.

Insieme ad altri quattro vuole i parcheggi affidati ad una cooperativa, ma ha sempre alzato la manina ad approvare i misfatti di Reddavide con l’A.C. Foggia.

Che gli è preso, a Lui e a gli altri?

In politica nulla succede per caso!

Perché il capogruppo di maggioranza si traveste da “scrivano fiorentino”?

Perché l’acqua scarseggia e le papere non galleggiano.

La fine della legislatura è vicina.

E,guarda caso, quelli che hanno l’ambizione di restare a galla, segnalano, scrivendo, la distanza da Giannatempo.

Il Sindaco sta andando a fondo, con il fido Reddavide, con “hai messo i soldi al pallone” e con altri due ignavi.

Gli scrivani non vogliono fare la stessa fine e provano a ricostruirsi una “verginità”.

Nell’aneddotica cittadina è noto il detto “ANTIC’P MAMM”,  con il quale un noto personaggio popolare invitava la figlia, impegnata nel solito litigio con la vicina di casa, ad anticipare l’avversaria, affibbiandole l’ingiuria somma.

Questo stanno a fare i cinque (forse,q uattro perché personalmente darei il beneficio del dubbio ad Onofrio Bombino).

Provano a “distanziarsi” da Giannatempo, in attesa di ripudiarlo solennemente e senza attendere che il gallo canti tre volte.

Hanno distrutto la città.

Hanno responsabilità gravissime, inscindibili da quelle dell’Esecutivo in carica, ma si danno un po’ di belletto in viso, per apparire freschi e giovani.

Appena sbarcati da Marte.

Tentativo puerile.

Giannatempo è il più colpevole, ma certamente non il solo.

Gli scrivani ne hanno condiviso ed appoggiato scelte e decisioni.

Adesso prendono le distanze e provano a convincere i grandi elettori di Giannatempo che, se il ginecologo va restituito a tempo pieno al suo lavoro, c’è un drappello di finti marziani, appena arrivati, che merita, dagli stessi ambienti e dagli stessi interessi, una prova di appello.

Facciano pure.

In politica, come nel diritto penale, esiste il concorso di persone:

qui nel delitto, lì nello scempio arrecato a questa città.

La gente se ne ricorderà.

E – quand’anche non fosse – ci saremo noi a ricordarglielo.

Scritto da Franco Metta
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