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L’infiltrato: i dolori di Ignazio. A Destra macerie politiche e miserie umane

 

Non bastava il video del Corriere che ha dimostrato a tutti la palese irregolarità in cui si è svolta una votazione tanto inutile quanto illegittima, sia nel merito che nel metodo.

Una mozione venuta, peraltro, meno per la imprescindibile “conditio sine qua non” ormai caduta nel vuoto.

“La condizione essenziale per la concessione del simbolo”, infatti, secondo il testo della mozione era subordinata “solo nel caso di disponibilità di soggetti singoli o associati.”

I no di Menia, Poli Bortone, Fli, La destra, Movimento per An e tanti altri, 130 circa quelli che hanno firmato la mozione Menia (Malgeri e Moffa, tra gli altri) di fatto rende questa condizione nulla e la mozione che impegnava il Cda inapplicabile.

Il simbolo di An, quindi, non può essere utilizzato perché i presupposti principali della mozione sono venuti meno.

Non ci saranno primarie sul simbolo, specchio per le allodole che servivano solo per portare più gente possibile a votare anche per la scelta del solo leader candidato.

“Non si sono mai viste primarie di un partito sotto il 2% e con un solo candidato alla leadership. E’ ridicolo” sbotta Roberto Menia, leader dell’ala intransigente deli Movimento per AN.

***

“O si sforzano di confluire in un solo soggetto o finisce a schifiio”.

Questo sms triste che ho ricevuto oggi da Marcello Veneziani non fa presagire nulla di buono.

Passano i giorni, le ore e la frattura, nel mondo ex An, è sempre più forte. Forse irrimediabile e non più ricomponibile.

Pensavo che il minimo storico della destra italiana fosse stato raggiunto alle ultime elezioni politiche. Mi sbagliavo, dobbiamo aspettare le prossime europee per certificarne la morte definitiva.

Ho raccolto indiscrezioni da un mio vecchio amico, oggi nello staff di La Russa, che riporto con lo pseudonimo di “Infiltrato”.

Lui non sa che riporto parte della nostra conversazione. Non voglio metterlo in difficoltà, per questo lo chiameremo l’Infiltrato. Attenzione, non è una spia, ma un profondo conoscitore dei turbamenti interni a Fratelli d’Italia ed alla componente maggioritaria che, un tempo, si riconosceva in Destra protagonista, principale corrente ai tempi di An guidata da La Russa e Gasparri. E sono i larussiani quelli più in difficoltà oggi, costretti ad allearsi al nemico di sempre Alemanno per arginare il clan dei gabbiani: Rampelli e il suo cognato Scurria, la Meloni e il suo cognato Lollobrigida. I cognati hanno già portato male alla destra italiana ci dicono, nervosi, gli uomini di La Russa.

“Fdi sta implodendo, Ignazio lo sa, per questo con Alemanno si è inventato questo casino, perché temono una qualsiasi forza di destra alla loro destra, basta un Movimento dello 0,6% per ucciderli”.

Dopo la prima tragicomica Assemblea dei soci della Fondazione An di sabato all’Ergife, Ignazio viene descritto come tormentato, pentito, turbato, specie quando uno dei suo più stretti collaboratori gli ha fatto notare alcune cose:

“Una mini An con Rampelli e Alemanno che An non la volevano a Fiuggi e che con Storace erano la minoranza, mentre tu Igna’ oggi che hai? Loro non hanno Storace, vero, ma tu che avevi l’80% di una grande An al 13% oggi sei solo, senza Pinuccio, Gasparri, Matteoli, Nania, Poli Bortone, Menia, minoranza di una minoranza di un partito rautiano, quando Rauti non aderì ad An!, che non supera il 2% Il massimo di Fdi sarà il minimo del Msi di Rauti: 3%, ma serve un miracolo”.

Ignazio sempre più scosso e scuro in volto avrebbe preferito non rispondere, prendendosi i giornali e salutando tutti, sabato sera, dopo una giornata lunga e difficile che lo ha visto arrivare quasi alle mani con il suo caro amico Roberto Menia.

“Non è più lo stesso, dovete capirlo ha sofferto molto la separazione con Fini ed è logorato da quella recente con Maurizio, in più è consapevole di essere mal sopportato dalla Giorgia per nulla riconoscente verso di lui” ci dice la bionda ex Miss del Fdg degli anni ’90.

***

Il nostro amico Infiltrato ha ragione.

"Area No Euro è vasta e meglio rappresentata da Forza Italia, Forza Nuova, Grillo, Lega Nord, come può pensare un partito che oggi è ancora nel PPE a Bruxelles di giocare a fare il lepenista in Italia quando altri sono più credibili di noi?"

"A che serve fare la copia in piccolo di Forza Italia quando tra la copia e l’originale la gente sceglie sempre la seconda?".

Un deputato di Fdi, sempre più a disagio nel suo partito, ci conferma:

“La sconfitta delle europee sarà la catarsi necessaria perché questi matti capiscano che non vanno da nessuna parte da soli”. Cirielli ogni giorno ci mostra sondaggi che ci danno in aumento dello 0,1%, sondaggi che ha solo lui, perché tutti vedono che siamo in calo. Nastri è andato via con Alfano e con lui tutto il suo gruppo in Piemonte. Ora siamo 8 deputati, 4 contro 4 armati. Se mettiamo la fiamma vanno via Crosetto, Ciocchetti e Allam che sono ex Dc e sono i soli dell’Officina rimasti. Ma come pretendiamo di essere il nuovo se prima imbarchiamo Landolfi, Alemanno, Viespoli e Urso e poi li critichiamo?”

“Il simbolo di AN faceva cosi paura che qualcuno ha dovuto copiarlo prima, tentare di impedire ad altri utilizzo ora, dopo averlo dileggiato, dimenticando che in passato ne è stata beneficiata come pochi. Siamo stanchi di una guerra civile che non porta da nessuna parte, se non alla sparizione della destra”.

"Sognano il 4% alle europee per prendere un po’ di soldi, ma hanno deciso già chi piazzare. Alemanno vuole andare in Europa e dato che a Roma non lo vuole più nessuno tenta di farsi eleggere al Sud (che già ha eletto La Russa) dove sarà guerra totale con Edmondo Cirielli, ex alemanniano, che vive per uccidere, politicamente, Alemanno e candiderà Iannone, Presidente della provincia di Salerno. Il cognato di Rampelli, Marco Scurria al centro è imbattibile, poi c’è da salvare l’uomo di La Russa al Nord, Carlo Fidanza, quello che perse il congresso di Azione Giovani con la Meloni. Tre seggi: Alemanno, Scurria (Rampelli) Fidanza (La Russa) divisi per le tre mini correnti della mini An. Ma chi ci vota? Dov’è la meritocrazia. Liste in cui si conoscono già chi sono gli eletti è come se fossero bloccate. Chi corre?"

Ecco perché vogliono Poli Bortone, Storace e altri a correre, non vogliono una nuova e grande An, gli servono donatori volontari di sangue per fare eleggere i loro protetti. In queste condizioni il 4% è impossibile. Nessuno si candiderà per fare da riempilista. Ci sono le preferenze, ma di fatto sono liste bloccate, tutto già deciso”.

***

Dopo la lunga telefonata, al termine della quale ci lasciamo con la reciproca convinzione che sia tutto finito e che lo spazio per mediare sia terminato il mio amico-infiltrato mi manda questo sms:

Chi non rispetta il proprio passato è abituato a tradire. Non solo in politica.

Chi non rispetta il proprio passato non avrà futuro, ma effimero presente.

Chi vuole dimenticare subito il suo passato è perchè ha subito traumi infantili che deve rimuovere per non soffrire.

Chi è abituato a dimenticare, rimuovere così facilmente non è stato mai capace di amare.

Chi non rispetta tutto un popolo ama solo se stessa.

Non c'è più comunità a Destra, solo individualità e voglia di fare carriera.

E’ tutto finito, solo macerie politiche e miserie umane.

Con l'amicizia di sempre

L’Infiltrato
Scritto da Fabrizio Tatarella
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