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Fenomenologia di una Concordia

E’ il Bel Paese, le sue contraddizioni, il suo gusto non sempre buono, la sua macabra esaltazione dell’orrore. Francesco Schettino, il comandante della Concordia ha tenuto una lectio magistralis a “La Sapienza” di Roma

No, non è uno scherzo. Proprio lui, il comandante che c’ha lasciato il dramma nel cuore per la nave Concordia piegata da un ormonale inchino, è stato invitato (e per questo ha anche ottenuto un riconoscimento accademico), a “La Sapienza” di Roma nella facoltà di Medicina. Il tema era la gestione del panico. E lui, potete giurarci, si ritiene un esperto sul tema (ipse dixit).

Ma a noi gli esperti della distruzione sono sempre piaciuti e molto spesso, i nostri eroi, non sono altro che “ex galeotti” riqualificati da qualche scuola di pensiero.

Il problema è che non ci indigniamo più, che dimentichiamo presto, che riusciamo a cogliere il buono anche quando è proprio difficile scorgerlo, impenetrabile, imperscrutabile, indicibile. Non fingiamo neanche più vergogna. Con la stessa peculiarità ci affidiamo alle classi dirigenti che hanno portato la nostra economia nel baratro.

Anche coi tecnici ci è andata male, la Fornero ad esempio era una esperta internazionale di sistemi pensionistici e alla prova dei fatti, per soddisfare la rotondità dei conti dell’INPS, ha massacrato la vita di milioni di lavoratori, pensionati ed esodati. Lo stesso paradigma avranno usato per Schettino, sicuramente una lunga esperienza nella navigazione dei mari e nelle acque extraterritoriali l’avrà, certo, nessuno lo mette in dubbio.

Ma abbiamo proprio bisogno di farci “dettar legge” dai maestri del disastro? Possibile che non esista gente più qualificata, o anche meno, però più onesta, corretta, in buona fede?

Di sicuro sì, ma non fanno scena. Nell’era dell’immagine conta lo scoop, lo scandalo, il nome che echeggia. Non importa che l’ego si propaghi nel silenzio di una morale sopita e denutrita, l’importante è che si senta.

Al potere della celebrità si inchinano tutti. Lo fanno le Madonne in processione ai boss, lo fanno le navi dinanzi al fallo del Comandante e, dulcis in fundo, lo fanno gli italiani al cospetto del vento. Si, come dicevamo prima, il vento del potere.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
Scritto da Andrea Lorusso
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