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Pubblicazioni sospese, ma solo per ora

Con questo articolo Puglia d'oggi sospende provvisoriamente le pubblicazioni. Non va in archivio, si ferma per ristrutturarsi. Decisione necessaria in seguito ad alcuni fatti nuovi intervenuti nella società editrice. Per un tratto di strada siamo usciti insieme a Puglia in. Ora le nostre strade si dividono. Puglia in, già ripensata, proseguirà il suo cammino con la stessa società editrice, Publimediasud.

Puglia d'oggi è stata, invece, ceduta alla Fondazione a Tatarella. Stesso destino per la testata Millennio, che non esce da qualche anno. La Fondazione deciderà il loro destino e, sopratutto, il loro nuovo ruolo. Per Puglia d'oggi cambiare non è una novità. Nei suoi cinquanta e più anni è stato settimanale, bisettimanale, quindicinale e quotidiano, ha avuti quattro e sedici pagine.

È uscito a stampa e on line. Il futuro sarà comunque interessante. Grazie a tutti gli amici e ai collaboratori, che hanno reso possibile questa lunga avventura, e a tutti i lettori, per i quali abbiamo voluto tenere alta questa bandiera, che fu di Pinuccio Tatarella.

Agli amici di Puglia in buon lavoro, per l'avventura che continua e si rinnova.

di Fabrizio Tatarella

 

Banche e mafia, quelle strane connessioni

La mafia non uccide soltanto con la lupara o la pistola. Ma anche strozzando, lentamente, l'economia sana ed inquinandola con i propri tentacoli. Quando poi trova terreno fertile nel sistema bancario, corrotto e colluso, pronto a riciclare denaro con operazioni ad alto rendimento, basso rischio (proprio) e fortissima puzza di droga e traffici illeciti, il quadro si complica ancora di più, e per le forze dell'ordine e la magistratura diventa prioritario bloccare questo collegamento diabolico e criminale.

“È inquietante il quadro che va emergendo dalle inchieste aperte dall’antimafia nazionale che interessano i presunti rapporti tra mafia e banche che, attraverso società di comodo, pulirebbero il denaro sporco investendolo in affari disparati o concederebbero prestiti senza garanzie. E tanto più lo è quanto più si pensa al fatto che mentre le aziende chiudono e le famiglie arrancano, gli istituti bancari stringono i cordoni delle borse rifiutando il credito".

Così commenta il sen. Luigi d’Ambrosio Lettiericoordinatore cittadino FI Bari e capogruppo FI 12^ Commissione Senato.

È così che i finanziamenti alle imprese si sono ridotti del 2,5% nel 2013 per quelle con meno di 20 addetti e del 3% per le altre, secondo il rapporto annuale reso noto a giugno scorso da Bankitalia.

"Ora, al di là delle singole responsabilità affidate all’accertamento della magistratura, è indubbio che non si può girare la testa dall’altra parte e occorre riflettere sul fatto che, nonostante l’impegno inter-istituzionale – come quello sul versante della prevenzione dei fenomeni criminali in banca tra Prefettura di Bari, forze dell’ordine e istituti di credito che hanno sottoscritto un protocollo di intesa stilato a giugno per il biennio 2014-2016 con l’Abi e le banche della provincia di Bari – il fenomeno del riciclaggio e della corruzione necessita di altri strumenti in diverse direzioni".

"Innanzitutto, meno leggi (troppe denotano più facilità alla corruzione, come sosteneva Tacito), ma più efficaci, certezza della sanzione e controlli severi. Inutile limitare ai minimi termini l’uso del contante se poi il sistema non è trasparente abbastanza da impedire il riciclaggio".

Sarà anche banale sostenere che la mafia non uccide soltanto con la lupara o con le bombe, ma che uccide l’economia e la vita quotidiana delle persone perbene corrompendo e comprando, quotandosi in Borsa e infiltrandosi nelle pieghe della pubblica amministrazione. Ma è un fatto. Come è un fatto che la Corte dei Conti ha valutato il costo della corruzione nei bilanci dello Stato in oltre 60 miliardi di euro all’anno e che la corruzione rappresenta uno degli ostacoli principali all’attrazione di investimenti nel nostro Paese. Questo significa la perdita di 100 miliardi di Pil in dieci anni. 

Ecco perché sono convinto che, oltre all’impegno doveroso e improrogabile del Governo che deve riformare la Giustizia inserendo la lotta alla corruzione in primo piano, debba essere promossa una nuova stagione, politica e sociale, che ponga la questione dell’etica della legalità al centro di una azione congiunta che coinvolga a pieno titolo soprattutto le scuole, le università e i mezzi di informazione.

"Ricorderete certamente l’inchiesta “Pizza Connection” avviata anche dal compianto Giovanni Falcone. Ci finì dentro anche una banca che favoriva mafiosi e trafficanti di droga. I cittadini americani la sfiduciarono, facendola fallire. Il sistema bancario italiano e pugliese, nella fattispecie, è certamente sano. Ma sottovalutare la situazione sarebbe un errore madornale" commenta Lettieri.

"Anzi, l’avanzata delle banche di credito cooperativo o, più in generale, delle cosiddette banche locali nella nostra regione rispetto alla fuga dei grandi gruppi impegnati a tagliare filiali per via della crisi, può essere una occasione di maggiore raccordo con il territorio, con il tessuto produttivo, sociale e istituzionale. Sarebbe interessante un impegno comune per lavorare insieme al benessere della comunità contro ogni tentativo di inquinare il settore”.

Cartoline da Lecce.. ma senza affrancatura!

Panorami mozzafiato, tramonti da sogno, meravigliosa arte barocca, natura incontaminata... sono gli scenari raffigurati nelle centinaia di cartoline del Salento e presenti all'esterno di quasi tutte le tabaccherie leccesi. Ma il turista che vuole spedirle ai propri amici e parenti, fa l'amara scoperta che affrancare una cartolina rovina tutta la poesia... si troverà a girovagare di tabaccaio in tabaccaio, in cerca di francobolli introvabili per gran parte del capoluogo salentino (reperibili solo presso qualche tabaccheria del centro, che per senso civico si preoccupa di fornire il servizio alla clientela).

A denunciarlo alcuni gestori che in questi giorni hanno incontrato grossi ostacoli dovuti a disfunzione ed inefficienza delle Poste:  "accampano scuse per fornire i francobolli e dopo  varie insistenze, per veder riconosciuto un diritto-dovere sacrosanto, fanno attendere oltre un'ora per contare appena sei fogli da cento francobolli". 

"L'addetto è in ferie" pare sia la 'motivazione' della mancata distribuzione che viene addotta chi si reca all'ufficio postale per rifornirsene, creando un disservizio incomprensibile per esercenti  e  turisti, un mancato incasso cash per lo Stato e una sospensione del servizio postale per i cittadini, che è bene sappiano, che se pur non dipenda da loro,  per una cartolina non affrancata c'è una tassa a carico con maggiorazione punitiva.

Estate 2014, il maltempo innamorato della Puglia

Un'estate come poche, in termini negativi. Tempo variabile, piogge intermittenti che hanno reso le serate e le feste tipiche della nostra Regione un evento a rischio, e che soprattutto hanno rappresentato un vero e proprio problema per albergatori, gestori di lidi e tutti quelli che del turismo fanno la propria professione.

Disdette, servizi non fruiti, vacanze accorciate all'improvviso, ferie non godute: tradotto significa meno soldi per il comparto turistico pugliese. Con un maltempo che sembra davvero essersi innamorato dei nostri litorali.

"Le avverse condizioni climatiche di questa stagione estiva hanno determinato danni ingenti a tutto il comparto turistico balneare regionale. Per questo, chiedo alla Giunta di intervenire per ristorare e supportare gli operatori del settore che hanno registrato fino al 45 % di presenze in meno".

Lo dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Giandiego Gatta, che ha presentato un'interrogazione diretta al presidente della Giunta e all'assessore regionale al Turismo.

"In particolare - prosegue il consigliere -  a giugno, tra 5 week end, 4 sono stati funestati dal maltempo (anche il “ponte” del 2 giugno che non è stato dei migliori ); a luglio, su 4 fine settimana, ben 3 sono stati caratterizzati da pioggia e vento. La situazione delle giornate infrasettimanali non è stata assolutamente da meno: anzi, oltre al prolungamento del maltempo, iniziato durante il fine settimana, si è registrato anche un abbassamento delle temperature, sensibilmente al di sotto della media stagionale”.

“Ergo, - continua l’esponente di FI -le avverse condizioni meteo-climatiche stanno mettendo a dura prova gli operatori delle località turistiche. Infatti, numerosi sono i villeggianti che hanno anticipato il proprio rientro a casa, ed ancor più numerosi i turisti che hanno annullato le prenotazioni negli hotel, villaggi turistici, camping, strutture ricettive di vario genere, e lidi balneari.

Pertanto, ho presentato l'interrogazione per sapere se la Giunta abbia previsto degli interventi e quali siano. Si potrebbe, per esempio, applicare la legge 296 del 2006, che prevede l’abbattimento dei canoni fino al 50 per cento per i casi in cui eventi dannosi di eccezionale gravità comportino una minore utilizzazione dei beni in concessione.

Inoltre, sarebbe opportuno applicare, ai soli giorni di produzione dei rifiuti, il pagamento degli oneri connessi, cosi' escludendo il pagamento per i giorni in cui si sono verificate le giornate di maltempo con manifesta assenza di bagnanti sulle spiagge”. “Sono alcuni degli interventi che possono dare ossigeno agli operatori - conclude Gatta - tanto provati in questa stagione estiva che non decolla e vede il territorio privato di una fonte essenziale per la nostra economia come il turismo"

Fenomenologia di una Concordia

E’ il Bel Paese, le sue contraddizioni, il suo gusto non sempre buono, la sua macabra esaltazione dell’orrore. Francesco Schettino, il comandante della Concordia ha tenuto una lectio magistralis a “La Sapienza” di Roma

No, non è uno scherzo. Proprio lui, il comandante che c’ha lasciato il dramma nel cuore per la nave Concordia piegata da un ormonale inchino, è stato invitato (e per questo ha anche ottenuto un riconoscimento accademico), a “La Sapienza” di Roma nella facoltà di Medicina. Il tema era la gestione del panico. E lui, potete giurarci, si ritiene un esperto sul tema (ipse dixit).

Ma a noi gli esperti della distruzione sono sempre piaciuti e molto spesso, i nostri eroi, non sono altro che “ex galeotti” riqualificati da qualche scuola di pensiero.

Il problema è che non ci indigniamo più, che dimentichiamo presto, che riusciamo a cogliere il buono anche quando è proprio difficile scorgerlo, impenetrabile, imperscrutabile, indicibile. Non fingiamo neanche più vergogna. Con la stessa peculiarità ci affidiamo alle classi dirigenti che hanno portato la nostra economia nel baratro.

Anche coi tecnici ci è andata male, la Fornero ad esempio era una esperta internazionale di sistemi pensionistici e alla prova dei fatti, per soddisfare la rotondità dei conti dell’INPS, ha massacrato la vita di milioni di lavoratori, pensionati ed esodati. Lo stesso paradigma avranno usato per Schettino, sicuramente una lunga esperienza nella navigazione dei mari e nelle acque extraterritoriali l’avrà, certo, nessuno lo mette in dubbio.

Ma abbiamo proprio bisogno di farci “dettar legge” dai maestri del disastro? Possibile che non esista gente più qualificata, o anche meno, però più onesta, corretta, in buona fede?

Di sicuro sì, ma non fanno scena. Nell’era dell’immagine conta lo scoop, lo scandalo, il nome che echeggia. Non importa che l’ego si propaghi nel silenzio di una morale sopita e denutrita, l’importante è che si senta.

Al potere della celebrità si inchinano tutti. Lo fanno le Madonne in processione ai boss, lo fanno le navi dinanzi al fallo del Comandante e, dulcis in fundo, lo fanno gli italiani al cospetto del vento. Si, come dicevamo prima, il vento del potere.

di Andrea Lorusso
Twitter @andrewlorusso
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Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
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