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Aeroporti, il piano non convince l'Enac

 

Il Piano nazionale del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera non piace all’Enac (Ente Nazionale per l’aviazione civile) e, allo stato attuale, rimane "una proposta suscettibile di modifiche", che prima delle elezioni con ogni probabilità non vedrà mai la luce effettivamente.

Parola di Vito Riggio, commissario straordinario dell'Enac  che oggi ha dovuto replicare a chi lo accusa di aver declassato (a parole) alcuni scali (soprattutto Torino Caselle e Genova) ritenendo sbagliata la loro collocazione in prima fascia.

"Chiunque conosca anche superficialmente la realtà del sistema aeroportuale italiano - dichiara Riggio in una nota - capisce benissimo che gli scali di Catania, Cagliari, Bari e del sistema Pisa-Firenze sono assolutamente sullo stesso piano di quelli di Genova e Torino. A questa conclusione è infatti arrivato l'Enac nella sua proposta di Piano nazionale per gli aeroporti formulata sin dallo scorso “

"Il ministro Corrado Passera - conclude Riggio - che ha fatto benissimo ad iniziare un procedimento decisionale, ha ritenuto, nell'esercizio del suo potere di indirizzo politico, di uniformarsi a una disposizione proposta dalla Commissione europea e ancora in discussione in Parlamento. Rispettiamo doverosamente questa indicazione, ma non abbiamo cambiato idea".

IL PIANO DI PASSERA

Sono attualmente operativi 112 aeroporti, di cui 90 aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea), 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare. L'Atto di indirizzo formula una proposta di individuazione degli aeroporti di interesse nazionale: Aeroporti inseriti in core network (considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari): Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia.

Aeroporti inseriti in comprehensive network: con traffico superiore a 1 milione di passeggeri annui: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona; con traffico superiore a 500 mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (unicità nell'ambito regionale o servizio a un territorio di scarsa accessibilità): Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste; indispensabili per la continuità territoriale: Lampedusa, Pantelleria.

Aeroporti non facenti parte delle reti europee: con traffico vicino al milione di passeggeri e con trend in crescita: Rimini; destinati a delocalizzare traffico di grandi aeroporti: Salerno. Per questi scali è previsto sia il mantenimento della concessione nazionale, sia la soluzione delle criticità relative al rilascio della concessione in gestione totale, ove essa sia mancante.

Gli aeroporti non di interesse nazionale dovranno essere invece trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d'uso e/o la possibilità di chiusura. (in Puglia Foggia, Grottaglie).

Scritto da Redazione
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