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Complottismo: è tutta colpa degli altri

Questa settimana la telefonata del sabato con Mariano Leone, economista, giurista economico ed esperto di economia internazionale, è dedicata a un tema molto battuto e caro soprattutto a coloro, e non sono pochi, che fanno della demagogia e del populismo, le cifre predilette della loro azione politica e mediatica.

D. Nei commenti alla nostra ultima telefonata , qualcuno ti accusava di complottismo, e di attribuire tutta la colpa ad un Grande Fratello che tutto decide.

R. Sì sono d’accordo. E’ molto facile prendersela con la lobby finanziaria, con l’Euro, con la Germania, con la Merkel. Il complottiamo ci scarica dalle nostre colpe e dalla responsabilità della nostra classe politica. Non è colpa dell’Euro o della Germania se abbiamo un costo dell’energia superiore del 30 per cento della media europea, non è colpa dell’Euro se non abbiamo una politica energetica, se non abbiamo una politica di valorizzazione dei nostri beni culturali, se abbiamo una classe politica  ed amministrativa incapace e costosa , se abbiamo indecenti livelli di evasione fiscale, se abbiamo liquidato l’industria pubblica di base (chimica e siderurgica) in cambio di niente, se abbiamo una scadente politica commerciale per l’estero dei nostri prodotti alimentari, se abbiamo un’azienda come Alitalia che produce perdite a differenza della compagnie aeree della Francia e  della Germania. Basta, ma potrei continuare.

D. Allora, le congiure non esistono?

R. No, No esistono, eccome ! Però debbono essere analizzate e denunciate per evitare appunto il complottismo e la sua deriva assolutoria.

D. In un’altra telefonata abbiamo dell’operazione Grecia , anche in quel caso si tratta di complottismo?

R. No! In quel caso esistono le prove di una congiura organizzata dalla Goldman Sachs e da altre grosse entità di Wall Street che hanno programmato ed eseguito un piano fraudolento di alterazione dei conti pubblici greci allo scopo di ingannare l’Europa e trarre vantaggio finanziario dall’operazione. In un’inchiesta del “New York Times”, accurata e documentata come solo i giornali americani riescono a fare, l’Italia e la Grecia si sono servite della Goldman Sachs e della JP Morgan per operazioni di “maquillage” dei conti pubblici. Sono stati sottratti al controllo dell’Europa miliardi di debiti. Contemporaneamente, la Goldman Sachs provvedeva all’acquisizione di miliardi dal mercato mondiale, da parte del governo di Atene. Guadagnandoci due volte, come consulenza e come procacciatrice di risorse finanziarie.

 D. Bel conflitto di interesse!

R. No! Nessun conflitto. Convivono benissimo insieme . Sono contemporaneamente i progettisti di queste operazioni e fruitori degli effetti speculativi di queste operazioni. La dimostrazione della mancanza di conflitto è che il terzo mercoledì di ogni mese si riuniscono a Midtown Manhattan i rappresentanti dei più grossi enti finanziari del mondo: Credit Suisse, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Barclays, Ubs. Cosa si dicano in questi incontri non è dato saperlo, ci tengono alla riservatezza. La ragione ufficiale di questi incontri è: “la salvaguardia della stabilità ed integrità del mercato”. Con questa motivazione possiamo stare tranquilli. Non siamo autorizzati a pensare che invece vogliano tutelare gli interessi delle grandi banche e tutelare in nome della “ riservatezza” i cavoli loro ed il loro ruolo di dominio nel mondo.

D. Ma visto che i giornali americani hanno documentato il progetto non è successo niente negli Stati Uniti?

R. L’America è un paese dove i giornali ed i giornalisti conservano ancora un’autonomia. Sperare che qualcosa del genere possa accadere in Italia non è possibile. Alcuni giornali italiani sono più realisti del re. I giornali economici in particolare, ed i relativi giornalisti, si vendono anche gratis. Tornando alla tua domanda, il primo Obama aveva affidato il ruolo di pulizia al massimo organo di vigilanza degli USA: Commodity Futures Trading Commission. Ma Gary Gensler, a capo dell’agenzia, ha dovuto dichiarare la propria impotenza a regolare un mercato sfuggito, per effetto di una liberalizzazione suicida, a qualsiasi controllo. Separare il grano dal loglio non è più possibile. Separare i derivati virtuosi come quelli legati all’oscillazione di mercato del petrolio o dei prodotti agricoli, da quelli nati per mero spirito speculativo e decisi negli incontri del terzo mercoledì di ogni mese,  non è più possibile.

D. Ma chi paga queste operazioni?

R. Non le pagano le banche che ho citato prima. Le pagano gli americani e siccome Wall Street è al centro del mercato mondiale, le pagano anche gli europei .

D. Ed i vari  George Soros e colleghi che ruolo hanno?

R. Con queste commistioni Soros ed i suoi colleghi Paulson, Sac Capital e Greenlight possono riunirsi per una cena la sera dell’8 febbraio 2010 e decidere tutti insieme di attivare un attacco speculativo simultaneo all’euro. Possono quindi guadagnare un sacco di soldi e passare per coloro che per mera intuizione hanno previsto l’andamento del mercato. Loro stessi causano il clima di scommessa sul crollo dell’euro e ne traggono i vantaggi speculativi. Aiutati in questo dal fatto che essendo della stessa parrocchia hanno la disponibilità di una quantità  di risorse finanziarie non loro ma delle quali dispongono in modo assoluto. Per cui se va bene, e non può non andare bene perché controllano tutti i protagonisti del mercato, guadagnano un sacco di denaro ma nel caso in cui, per effetto ipotetico di un pesante ed improvviso intervento politico si possa bloccare il loro piano speculativo, i soldi non sono i loro e le loro operazioni si riverberano sul sistema bancario con prevedibile intervento pubblico di salvataggio del sistema bancario stesso. Fra le cose divertenti c’è il comportamento per esempio della Goldman che contemporaneamente si fa pagare la sua consulenza da quegli stessi Stati Europei contro i quali invita a i suoi migliori clienti a speculare puntando alla crisi di quei paesi.

D. Come uscirne?

R. Non lo so, non ci sono simulazioni attendibili. Al massimo prevedono una bolla finanziaria, più in là non riescono ad andare. Qualcuno proponeva: compratevi un terreno ed una roulotte. Ma se  salta questo sistema, salterà anche il concetto di proprietà e di servizio pubblico.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
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