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Immobili: quanto è difficile vendere casa?

 

Quanto è difficile vendere casa di questi tempi?

Non soltanto per un mercato ormai in depressione, ma anche per una situazione economica congiunturale che lascia poco spazio all'immaginazione, strangolata da una parte dalle restrizioni all'emissioni di mutui delle banche, e dall'altra da un rapporto tra domanda ed offerta di immobili che vede le due lame della forbiche oltremisura distanti tra di loro.

Il mercato immobiliare è in netta caduta, questa crisi economica sta incidendo sempre di più sulle case. L’offerta supera la domanda, ci sono troppe case in vendita, per riuscire a vendere un immobile bisogna abbassare il prezzo di un bel 10%/20% dal prezzo iniziale e sperare.

"La diminuzione dei prezzi delle case è dovuto all'effetto Imu e alla crisi". Lo sottolinea il Codacons commentando i dati Istat sull’andamento del mercato immobiliare diffusi questa mattina.

"Le famiglie sull'orlo del fallimento e tassate dall'Imu - prosegue il Codacons - vogliono vendere le loro case, ma per le stesse ragioni non trovano chi le vuole comperare. Inevitabile, quindi, che siano costretti o a svendere le loro abitazioni abbassando i prezzi o, se non sono pressati dai debiti, a tenerle loro malgrado in attesa di tempi migliori. Ecco perchè il crollo delle compravendite è per il momento più alto del calo dei prezzi".          

D'altronde, osserva l'associazione dei consumatori, "quei pochi che vogliono comperare casa non riescono a farlo per via delle condizioni troppo restrittive stabilite delle banche che hanno alzato gli spread, la quota di contanti e il rapporto rata reddito famigliare. Se prima della crisi bastava che il mutuo fosse pari all'80% al valore dell'immobile, oggi le banche erogano con il 60%. Se prima della crisi bastava che il rapporto rata reddito famigliare non superasse il 30%, oggi ti chiedono un reddito di quattro volte la rata. Per non parlare degli spread superiori al 3% che rendono insostenibili i mutui nel lungo periodo, salvo portabilità. Per questo - aggiunge il Codacons - le banche devono ritornare a fare il loro mestiere, ossia dare i soldi in prestito, cambiando le assurde condizioni per concedere un mutuo, mentre il Governo deve abbassare la tassazione almeno sulla prima casa. Altrimenti la difficoltà di accesso al credito e le troppe tasse faranno proseguire la crisi del mattone fino al 2015".

Scritto da Roberto Mastrangelo
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