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Piano aereoportuale, ci saranno Bari e Brindisi

Si farà in tempo ad approvare il Piano per lo sviluppo aeroportuale in tempi brevi? Per il momento il primo passo è stato fatto.

Corrado Passera, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ha emanato l'Atto di indirizzo per la definizione del Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale. Il provvedimento, che pone le basi per un riordino organico del settore, sarà ora inviato alla Conferenza permanente Stato-Regioni per la necessaria intesa.

Questo atto contiene l'elenco degli aeroporti da mantenere in vita e per i quali sarà confermata la concessione nazionale. In Italia attualmente sono attivi in tutto 112 aeroporti: 90 aeroporti civili, 11 aeroporti militari aperti al traffico civile e 11 ad uso esclusivamente militare. Per quanto attiene agli aeroporti civili, si evince dall'atto di indirizzo, che rimarranno aperti solamente quelli che vengono ad essere classificati di interesse nazionale.

Ma che cosa si intende per aeroporti di interesse nazionale?

Innanzitutto tutti gli aeroporti che rientrano nella Core Network (dislocati in città o nodi primari e dunque di rilevanza strategica a livello UE). In questo gruppo ci sono Bergamo Orio al Serio, Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia. Inoltre tutti quelli che rientrono nel Comprehensive Network: ovvero quelli con traffico superiore al milione di passeggeri all'anno (Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona) e quelli che pur avendo un traffico passeggeri inferiore al milione, raggiungano comunque quota 500 mila utenze ed abbiano specifiche caratteristiche territoriali che ne consigliano il mantenimento in vita (Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste); inoltre gli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria.

Tre le principali linee di indirizzo del Piano: l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, l'adozione di piani di riequilibrio economico-finanziario, l'incentivazione delle Reti Aeroportuali e la razionalizzazione dei servizi di navigazione aerea e dei servizi generali alla clientela (dalla semplificazione procedurale per un'approvazione più celere dei contratti di programma alla revisione di servizi come gli orari di apertura degli scali).

La proposta di individuazione degli aeroporti di interesse nazionale - precisa una nota - sarà ora inviata all'attenzione della Conferenza Permanente Stato-Regioni e Province Autonome, mentre le proposte di razionalizzazione dei servizi saranno da subito oggetto di tavoli operativi tra il Mit e le altre amministrazioni competenti (Enac, Enav, altri ministeri, Regioni ed enti locali).

Scritto da Redazione
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