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Oscar Giannino, si chiude prima di partire?

La vicenda che ha visto contrapposto Luigi Zingales ed Oscar Giannino è già nota. Zingales ha deciso di abbandonare "Fare per Fermare il Declino" a pochi giorni dalle elezioni per una vicenda tra il surreale ed il faceto. Giannino avrebbe dichiarato di aver ricevuto un Master alla University of Chicago (dove Zingales insegna), ma pare non essere vero. E si sarebbe rifiutato di giustificarsi in pubblico.

"Quattro giorni fa - ha scritto Zingales - per caso, ho scoperto che Oscar Giannino ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche, dichiarando di avere un Master alla mia università anche se non era vero. Anche la sua biografia presso l’Istituto Bruno Leoni ora prontamente rimossa riportava credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false. Questo è un fatto grave, soprattutto per un partito che predica la meritocrazia, la trasparenza, e l’onestà. Ciononostante, il fatto per me ancora più grave è come questo brutto episodio è stato gestito. In una organizzazione che predica meritocrazia, trasparenza, ed onestà, la prima reazione avrebbe dovuta essere una spiegazione di Giannino ai dirigenti del partito, seguita da un chiarimento al pubblico. Invece Oscar si è rifiutato, nonostante io glielo abbia chiesto in ginocchio. (...)".

Oggi è arrivata la risposta di Giannino.

"Nella condizione di lesa credibilità nella quale mi sono da ieri venuto a trovare, ho ritenuto fin da ieri sera doveroso convocare il nostro unico organo politico, la Direzione. Mancano pochi giorni al voto, ormai prossimi a un grande successo. Ma tutto ciò che per il successo della nostra causa ho messo in discussione della mia vita privata e professionale, mi impone di anteporre la più piena coerenza del nostro movimento a qualunque difesa prioritaria di ciò che ho fatto sotto gli occhi di tutti in Italia per trent’anni, senza mai una sola volta spendere titoli o credenziali che non ho per candidarmi o ottenere cariche, incarichi, pubblicamente o privatamente retribuiti".

"Ogni possibile equivoco in materia  - ha sottolineato Giannino - è un errore del quale mi sono assunto la piena responsabilità, e intendo ancora scusarmi con ciascuno di voi. Per questo il nostro unico organo politico, la Direzione, domani esaminerà e deciderà in piena libertà tutto ciò che è necessario, vista la condizione nella quale ci troviamo, per rendere forza raddoppiata al nostro sforzo finale. Quando dico “tutto il necessario”, come ho già detto alla stampa, è compresa naturalmente sia la mia disponibilità a continuare a svolgere fino in fondo la funzione attribuitami di Presidente e candidato, quanto, all’opposto, a rinunciare a tutto e al seggio se eletto. Nelle prossime ore, chiedo ai fattivi di esprimere ai membri di direzione come la pensate in materia".

Resta da capire, però, come mai a pochi giorni dalle elezioni, in un movimento che era dato in bilico per riuscire ad ottenere il quorum ed entrare in Parlamento sia esplosa una lite così furiosa tra i due economisti, tra i principali artefici della creazione del movimento.

Possibile che quello che Giannino chiama "equivoco" e che per Zingales è "fondamentale" abbia portato a questo livello di scontro?

A noi sembra che ci sia qualcos'altro, che al momento nessuno degli interessati sembra avere voglia di raccontare. Ed allora si preferiscere dibattere su quanti Master o quante lauree si hanno appese in salotto. Il colpo inferto è grave. Sarà mortale o il malato, dopo un ricovero, riuscirà a salvarsi?

Scritto da Roberto Mastrangelo
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