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Politiche 2013, simil '94, '06, '08?

Le politiche italiane incuriosiscono tutti, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania agli Stati Uniti. Assomigliano alle elezioni del '94, per il clima di catastrofismo che si respirava in quegli anni, ma la legge elettorale è totalmente diversa. Ricordano quelle del 2006, in quanto a possibili risultati finali, ma allora l'offerta politica era diametralmente opposta a quella odierna. Sembrano quelle del 2008, guardando alla nascita di nuovi partiti, ma allora, al contrario di oggi, la strada verso il bipartitismo pareva davvero essere il futuro della scena politica italiana.

Le Monde ed El Pais fanno entrambi riferimento a quel lontano - ma vicino- 1994 nel quale scomparsero DC e PSI e nel quale scese -o salì?- in politica Berlusconi. L'agenzia di stampa tedesca Reuter's, invece, definisce "pittoresco" il panorama politico che comprende: "il magnate mediatico in decadenza Silvio Berlusconi, il tecnocrate Mario Monti, il comico anti-sistema Beppe Grillo, Nichi Vendola, ex poeta comunista, ed il PD di Pier Luigi Bersani su cui pesa lo scandalo della MPS". La verità è che Berlusconi non è in decadenza ma, al contrario, dopo la trovata di Balotelli, dell'IMU ed ora della lettera che arriva per posta agli italiani, in un mese ha riconquistato 12 punti% sul partito di Bersani ed una sua vittoria, ad oggi, non sembra così assurda. I sondaggi sulla coalizione del Professore sono in discesa rispetto a quelli registrati all'inizio della sua salita in politica, ma, poiché Bersani non ha più la vittoria in mano, il suo potenziale di ricatto continua a crescere. Colui che viene definito "il comico anti-sistema", secondo gli ultimi sondaggi, potrebbe riuscire a vincere il premio di maggioranza al Senato sia in Veneto che in Sicilia ed il suo partito, M5S, sempre dagli stessi sondaggisti, è dato al terzo posto, se non al secondo, su scala nazionale. E' pur vero che molto probabilmente il voto a Grillo si dice e non si da, mentre quello a Berlusconi non si dice ma si da -vi ricordate il "Dio ti vede, Stalin no?"-. Vendola si tiene ben stretta la sua alleanza con Bersani poichè il suo partito, Sel, è dato a poco più del 4%. Il PD, rispetto ai pronostici di dicembre ed inizio gennaio, ha perso molto e ritira fuori Renzi e Prodi sperando di tenersi stretta la tanto attesa vittoria anche in Senato.

Tra 5 giorni sapremo il futuro prossimo del nostro paese. Dire che lunedì sera sapremo chi governerà l'Italia per i prossimi 5 anni potrebbe sembrare quasi una presa in giro, vista la storia politica dello stivale dalla 2° guerra mondiale ad oggi. Se nelle ultime settimane le stime riguardanti la partecipazione al voto sono in costante aumento, la percentuale di affluenza prevista rimane ancora bassa: un 70% rispetto all'80% registrato nel 2008. Ce la faranno i candidati in 5 giorni a convincere milioni di elettori a non "andare in montagna" (volendo adattare l'incitamento craxiano alla stagione invernale) ma ad andare a votare?
Scritto da Sveva Biocca
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