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Le elezioni 2013 e l'incognita governabilità

Forse mai come questa volta il risultato delle elezioni politiche ha spiazzato tutti: Movimento 5 Stelle primo partito alla Camera, scarto minimo tra le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra, mancata maggioranza al Senato e conseguente timore dell'ingovernabilità.

Vediamo nel dettaglio cosa è successo. Il primo dato interessante è la conferma della disaffezione che la politica degli ultimi anni ha provocato fra gli italiani: il calo di votanti né è la prova e la colpa la si può dare solo parzialmente al maltempo. Al numero di non votanti si aggiungono schede bianche e nulle. Secondo dato innegabile è l'esplosione del M5S che ha saputo raggiungere una posizione di rilievo nel panorama politico italiano, e quasi partendo da zeroDal successo del Movimento grillino, arriviamo al dato più sconcertante emerso dallo spoglio delle schede: una maggioranza della coalizione di centro sinistra alla Camera, tra l'altro ottenuta per un pugno di voti, e ingovernabilità al Senato. Una situazione che poteva essere partorita solo dall'attuale legge elettorale, non a caso rinominata "porcellum".

E' chiaro a questo punto che il PD, merito anche del vantaggio dato dal premio di maggioranza alla Camera, dovrà proporre un Governo. Il problema si pone al Senato. Non si vede come si possano recuperare i seggi necessari: allearsi con Monti non sarebbe sufficiente visti i pochi seggi ottenuti dal professore. L'opzione Ingroia è naufragata per il non raggiungimento della soglia di ingresso. Le possibilità rimanenti, per rendere governabile il Senato, sarebbero dunque una "alleanza di grandi intese" con il PDL o cercare un avvicinamento al Movimento 5 Stelle nell'ottica di un piano di governo. Quest'ultima, probabilmente, sarebbe l'ipotesi più soddisfacente per le componenti politiche interne alla coalizione di centrosinistra, nonostante la notevole distanza di opinioni su alcune tematiche. In questo modo, d'altronde, il PD riuscirebbe a governare e il M5S potrebbe ottenere dei riconoscimenti in sede politica e di gestione della cosa pubblica. 

Ultima spiaggia resta l'idea di nuove elezioni a breve, magari subito dopo l'approvazione di una nuova legge elettorale. Ma è l'ipotesi più remota dato il timore delle forze politiche fino ad oggi dominanti proveniente dallo spauracchio M5S.

Scritto da Andrea Dammacco
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