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L'amato-odiato premio di maggioranza

Il comico ha vinto, l'invotabile ha spopolato, il "brav'uomo" non ha smacchiato il giaguaro, e questo si sa. Le osservazioni che incalzavano durante lo scrutinio erano però anche altre. 

Ore 15 di lunedì 25. Iniziavano ad essere trasmessi instant, intention e poi exit poll, Bersani vinceva, Berlusconi stava dietro di almeno 10 punti%, Grillo era intorno al 10%. Partiva il "te lo avevo detto" dei piddini e chi parlava di rimonta berlusconiana veniva redarguito. Tutto come previsto.

Ore 16.00, iniziavano le prime proiezioni e, come sempre, gli scrutatori delle regioni rosse sono stati più veloci degli altri. La coalizione guidata dal PD vedeva diminuire il divario incolmabile con il suo principale avversario che, "all'epoca", era ancora il PdL, ma nulla di preoccupante. Grillo saliva al 15% ma comunque tutto ancora nel previsto.

Ore 16.30, le sezioni scrutinate aumentavano, Lombardia, Sicilia e Campania erano date alla coalizione di centrodestra, il PD tentennava anche in Veneto e Grillo arrivava al 20% in quasi tutte le regioni. Iniziava il "te lo avevo detto", questa volta dei pidiellini, ed anche numerosi dibattiti sul voto di protesta grillino.

Ore 17.30, Veneto e Piemonte venivano attribuite al centrodestra, il M5S arriva al 25% in alcune regioni. Gli studi televisivi rimanevano increduli mentre iniziava lo spoglio anche per Palazzo Chigi.

Ore 20 fiato sospeso per chi vince il Piemonte e per chi otterrà l'odiato-amato premio di maggioranza, Grillo continuava a salire.

Ore 22 i diciottenni fanno arrivare il M5S ad essere il primo partito in Italia, Berlusconi beffa i pronostici, Bersani acciuffa il Piemonte e prende il 55% dei seggi grazie a 124.000 voti, ma conquista l'ingovernabilità ed una sconfitta per il suo PD.

Prima curiosità: sul finale sembrava che né centrodestra né centrosinistra volessero vincere il premio di maggioranza. Andando avanti con lo scrutinio diveniva sempre più realistica che la peggiore ipotesi prospettata stava per concretizzarsi, l'ingovernabilità. La patata bollente veniva passata di mano in mano e sempre più velocemente la vincita dei 340 seggi diveniva una sorte maledetta augurata vicendevolmente. 

 

Seconda considerazione: i fior fior di sondaggisti che hanno riempito di percentuali giornali, televisioni e radio hanno usato male la calcolatrice, volendo semplificare ovviamente. La verità è che i sondaggi hanno accusato il colpo della non volontà di dire il proprio voto -il nuovo motto sembra essere "Dio ti vede l'IMU no"- e le proiezioni venivano fatte su sezioni campione, vale a dire sezioni nelle quali nelle scorse elezioni i risultati erano pressochè simili a quelli ottenuti a livello nazionale. Nelle scorse elezioni però Grillo, grillini ed attivisti vari mancavano all'appello. 

 

Terza osservazione: sarà sfizioso studiare l'analisi dei flussi elettorali per capire chi hanno votato nelle precedenti elezioni coloro che il 24 ed il 25 aprile hanno messo la croce sul M5S. Studi venuti fuori nelle ultime ore riguardano solo Piemonte e Sicilia. Se nel primo caso Grillo ha pescato voti soprattutto a sinistra, nella regione meridionale è avvenuto il contrario. 

 

Aspettando di vedere se "il metodo Crocetta" sia realmente estendibile dalla Sicilia in sù, bisogna dirlo: l'Italia non finisce mai di stupire.

 

Scritto da Sveva Biocca
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