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Clima pre o post elettorale?

Ebbene si, siamo già in clima di campagna elettorale. Dai nuovi sondaggi, ai rinnovati programmi, dal possibile election day, o comuqnue election month, alle voci su un nuovo cambio di guardia alla guida dei partiti. Ma andiamo per ordine. 

I sondaggisti, vogliosi di rifarsi rispetto alla “figuraccia” pre-elettorale, fanno circolare nuove percentuali che danno Grillo in costante crescita verso il 30%. Il PD sarebbe cresciuto di un 1%, ma complessivamente il centrosinistra sembrerebbe rimanere stabile a poco più del 30%. Il centrodestra, invece, sembrerebbe abbia perso il 2% ed anche il partito di Monti non dovrebbe arrivare al 10%, sempre secondo le nuove intenzioni di voto degli intervistati.

Il leader del PD, con approvazione unanime del partito, ha esposto 8 punti programmatici “irrinunciabili per qualsiasi prospettiva di governo”. La particolarità è che questi 8 punti vanno ben al di là delle sole riforme in materia elettorale, giurisdizionale e sociale, ma sembrano essere più che altro un rinnovato, ristretto programma, che dovrebbe convincere nuovamente gli elettori. Che la prospettiva di un “governo ad interim” non piaccia allo stesso Bersani?

Si parla di nuovo scioglimento delle camere per l’estate in modo tale da votare in autunno, ma c’è qualcun altro che prevede che questa legislatura possa durare anche un po’ di più. In realtà fino a quando non sapremo chi dirigerà il nuovo governo e da chi questo sarà composto, è meglio non fare alcuna scommessa –dovessimo scommettere sulle sorti dell’Italia non vinceremmo facile..-. Nell’arco di due settimane sarà svelato il mistero. La mattina del 15 marzo Camera e Senato si riuniranno per la prima seduta della XVII legislatura. In poco tempo, si spera, verranno eletti i presidenti delle rispettive camere. Il 19 massimo 20 marzo inizieranno le consultazioni al Quirinale per la nomina di capo di governo e “seguaci”. 

 PD e PdL fanno i conti con separazioni interne. Renzi, ospite da Ballarò, non fatica a dichiarare che, nonostante abbia perso le primarie, con i temi da lui portati avanti il PD avrebbe vinto le elezioni. “Non sono l’anti- Bersani”, ma l’anti-modus operandi bersaniano forse si. Berlusconi, a seguito degli ultimi diktat giudiziari, parla di difesa troppo timida da parte degli stessi membri del suo partito e non è un caso che “Il Giornale” titoli: “Caccia a Silvio, PdL sveglia”. Che si riapra una stagione di gelo tra Alfano e Berlusconi?

 La crisi però colpisce anche i partiti. UdC e Fli abbassano la saracinesca e fanno i dovuti ringraziamenti. Forse, visto il periodo, diventare spettatori della politica non è poi così noioso.

 Aspettando il 15 marzo, anche per vedere se i neoparlamentari grillini abbiano superato i test delle lezioni lampo, c’è da chiedersi se, come detto dallo stesso Presidente dell’eurotower Mario Draghi, il risultato elettorale faccia più paura ai politici che ai mercati.

Scritto da Sveva Biocca
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