testata_web_pdo_5verde.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Silvio e Massimo come ai tempi della Bicamerale

Il Partito Democratico Italiano finge ancora d’aver vinto le elezioni e, con la silente eccezione di Matteo Renzi e di un unico astenuto di cui nessuno ha cercato e trovato l’identità, si è ulteriormente avvitato sulla sua incapacità di uscire dalla paralisi in cui lo hanno cacciato le ultime politiche.

L’ultima sciocchezza, in cui dispiace di veder coinvolti intellettuali della statura morale e culturale di Remo Bodei e Salvatore Settis, è quella di un appello al Movimento 5 stelle e a Grillo perché accettino di governare insieme al PD. Sottoscrivendo, in pratica quei famosi otto punti che Bersani e la sua segreteria hanno messo frettolosamente a punto nell’urgenza del momento, dopo aver avuto circa 20 anni di berlusconismo a disposizione per capire dove stava andando il paese e cosa andava fatto per evitare la tragedia presente.

Perché una sciocchezza? Perché se gli intellettuali sperano che i cittadini restino delusi dal sicuro no che i grillini opporranno e si preparino a rivotare per i vecchi partiti quando, come hanno già deciso Berlusconi e D’Alema, si andrà a votare nel prossimo luglio, be’ si sbagliano e si sbagliano di grosso.

Il voto a M5S  è fatto almeno per due terzi di rabbia, protesta, schifo e stanchezza. E’ il gesto disperato di Mazzarò, il protagonista della novella di Giovanni Verga “La Roba”, che sentendosi diagnosticare una brutta malattia incurabile decide di uccidere tutti gli animali della sua vasta fattoria al grido di “roba mia vientene con me”. 

Chiunque abbia letto i famosi punti del programma messo a punto da Grillo non può non aver notato, ad esempio, che non c’è alcun cenno alla lotta all’evasione fiscale o alla criminalità organizzata, come del resto è del tutto assente qualunque cenno di politica economica che vada oltre generiche banalità a buon mercato. Si tratta dunque di un programma di facciata, da “società civile” più che da forza di governo, di chi non sa o non vuole reggere un paese, ma ha l’unico scopo di scardinare il sistema politico senza neanche un’idea di come e con cosa sostituirlo.

Quando Renzi dice “Grillo va sfidato e non inseguito” mostra d’aver capito il bluff del comico o ex comico, come preferite e dei suoi maitre à penser. Invece oggi si insiste con un appello, addirittura, a governare insieme come se ai 5 stelle interessasse governare alcunché. 

La realtà, amara, è ben altra: come ai tempi della bicamerale D’Alema e Berlusconi si sono accordati per vivacchiare sino all’elezione del nuovo capo dello stato tentando una riforma elettorale che li metta al sicuro da un nuovo, e questa volta più tremendo, Tzunami a 5 stelle. Per poi votare a luglio. Non si chiamerà governassimo ma il succo questo è. Per cui non aspettatevi sfracelli, per esempio, dall’imminente direzione regionale del PD. Sergio Blasi avrà un bel contentino per levarsi di mezzo, ma verrà sostituito da uno peggio di lui. Gli unici che potrebbero sparigliare davvero le carte, e cioè coloro che sentono d’essere “base” del partito, al momento non si sono fatti vivi. Forse sono morti, anche loro, e non lo sanno.

Scritto da Fortunata Dell'Orzo
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %