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Marò: polemiche nel Governo, Terzi lascia la Farnesina

Arriva il giorno della frattura, profonda e dolorosa, all'interno della compagine di Governo ormai in dirittura d'arrivo. Mentre per giovedì si aspettano le decisioni finali di Bersani sul prossimo governo, e non è affatto sicuro che si riesca a trovare un accordo, il ministro degli Esteri Giulio Terzi è nella bufera per la gestione del caso marò. Oggi il responsabile della Farnesina e della diplomazia italiana ha rassegnato le dimissioni, in disaccordo con la decisione di rimandare in India i due fucilieri di Marina accusati di aver ucciso due pescatori indiani.

Un atto che ha colto sorpresa sia il governo, che soprattutto il Quirinale. Il presidente della Repubblica ha convocato il presidente del Consiglio per controfirmare immediatamente il decreto scritto in pochi minuti da Mario Monti per accettare le dimissioni. Il Ministero degli Esteri, ad interim, è stato assegnato al Premier.

"La mia voce è rimasta inascoltata", ha detto il ministro annunciando la sua decisione mentre riferiva alla Camera sul caso. "Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l'onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie. Saluto con un sentimento di profonda partecipazione e ammirazione i marò Latorre e Girone. Ancora ieri le loro parole hanno dato uno straordinario esempio di attaccamento alla patria".

Tutte le divergenze interne al Governo sono emerse quando in Parlamento ha preso la parola il Ministro della Difesa Giampaolo di Paola, usando parole durissime. "Il ministro Terzi ha riferito i fatti e su questo siamo d'accordo. Io mi riferisco ai fatti e non alle valutazioni espresse dal ministro Terzi, che invece non sono quelle del governo".

"Sarebbe facile - ha proseguito - oggi lasciare la poltrona che comunque a breve lascerò al nuovo ministro che arriverà. Sarebbe facile ma non sarebbe giusto e non lo farò. Per me le istituzioni vengono prima delle emozioni".

Le dimissioni di Terzi hanno colto di sorpresa il presidente del Consiglio. "Ho preso atto con stupore della dichiarazione del ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata resa alla Camera dei deputati nella quale ha annunciato le sue dimissioni".

Intanto il Comune di Bari, nella sua seduta di questo pomeriggio, ha approvato, all'unanimità, un documento con cui impegna il sindaco Michele Emiliano, "ad adottare ogni utile iniziativa per assicurare il pieno sostegno della cittadinanza ai due militari ed alle loro famiglie, in modo che sia garantita la massima mobilitazione del Governo e del Parlamento presso l’Unione indiana e tutte le sedi internazionali per la soluzione della crisi, al fine di ottenere il più celere rientro in patria di Girone e Latorre, liberi da ogni peso e da ogni costrizione".

Scritto da Redazione
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