testata_web_pdo_5arancione.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Napolitano scarica il barile al prossimo Presidente

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso. Non si dimette, come pure era nell'aria all'indomani della conclusione negativa delle consultazioni, e resterà in carica "fino all'ultimo giorno" per contribuire a formare un nuovo governo. E per farlo ascolterà ''due gruppi ristretti'' di personalità di orientamento politico diverso per raccogliere ''proposte programmatiche'' e condivise.

Intanto, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, abbiamo la ''concreta certezza rappresentata dall'operatività di un governo'', il governo Monti ''tuttora in carica e non sfiduciato in Parlamento''. Dunque per Napolitano il proglema di cercare la soluzione alla situazione di assoluto stallo politico scaturita dalle elezioni è totalmente al carico del suo successore. Per il momento, e fino a quando un altro inquilino occuperà il Quirinale, sarà compito e cura di Monti portare avanti le misure urgenti economiche che la situazione attuale richiede e che l'Europa ci ha chiesto.

"Ritengo di dover ancora una volta sottolineare le esigenze che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese e quindi un accentuato senso di responsabilità, al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento".

Una situazione oltremodo scomoda, quella del Capo dello Stato. Con ogni probabilità se non fosse a soli 40 giorni dalla scadenza del suo mandato, avrebbe sciolto le Camere e si sarebbe tornato al voto, visto il muro contro muro politico che in questi giorni ha sbarrato la strada non soltanto all'ipotesi Bersani, ma anche a qualunque altra opzione di accordo istituzionale.

La ricerca di una maggioranza per la formazione del governo resta un rebus, un labirinto dal quale dovrà provare a uscire Giorgio Napolitano con una soluzione che, allo stato, da ciò che è emerso dal nuovo giro di consultazioni, resta lontana, impedita dai veti incrociati dei partiti. Tra le ipotesi ci sono un governo del Presidente o le dimissioni del capo dello Stato, voce circolata dal pomeriggio di ieri.

Bersani, pur avendo fatto un passo di lato e rimesso la palla nelle mani del Quirinale, continua a essere un nome spendibile, sia per il Pdl che per Sel. Mentre Berlusconi continua indicare il governissimo come unica soluzione per una via d'uscita credibile, Vendola e Letta gli sbarrano la porta e confermano fiducia nelle possibilità di Bersani.

Il secondo round lampo di consultazioni non ha registrato variazioni di sorta nella posizione dei 5 Stelle, che confermano la disponibilità ad accettare l'incarico, chiudendo però la strada a ogni altra subordinata, come il governo istituzionale, tecnico o a formule alternative della stessa impronta. Durissimo e sferzante l'intervento di Beppe Grillo che sulla webtv del Movimento ha fustigato politici, giornalisti, sostenendo che entrambe le categorie -che si sono coperte a vicenda per decenni- vanno accompagnate alla porta con l'assistenza di un neurologo.

Scelta civica infine ha invitato Napolitano a tentare la via delle "compatibilità programmatiche", per verificare la percorribilità di "convergenze" che consentano la formazione del governo fuori da formule politiche precostituite.

Scritto da Redazione
Newsletter



Invest
IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %