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Finanziamento ai partiti abolito? Neanche per sogno

Il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito. Anzi no. Il tanto decantato disegno di legge, che prevede la graduale abolizione del sostentamento pubblico ai partiti, in realtà reca una serie di norme che potrebbe portare più soldi dell'attuale legge.

La parte più delicata riguarda la destinazione del duepermille della dichiarazioni dei redditi degli italiani. Tale quota, infatti, potrà essere devoluta come contribuzione volontaria ai partiti politici. Attenzione però. Per poter donare il duepermille si dovrà compilare "una scheda recante l’elenco dei soggetti aventi diritto". Se non si dichiara nulla, il denaro andrà automaticamente a foraggiare le organizzazioni rappresentate in parlamento. Su questo punto già sorgono delle domande: se dichiaro a chi destinare i miei soldi, non sto dicendo verso quale schieramento tendo? E questo non è segreto secondo la Costituzione? E la volontarietà della contribuzione dov'è?

In questo disegno di legge anti(?)casta ci sono, inoltre, altri punti che meritano attenzione. Per esempio c'è il capitolo delle nuove norme dedicato alla trasparenza. Non c'è una riga dedicata alla regolamentazione delle fondazioni, diventate come è tristemente noto, il canale attraverso cui gli esponenti politici ricevono milioni di euro da aziende e privati nell’opacità più assoluta. Oggi salvo che le fondazioni non decidano il contrario l’elenco dei finanziatori è segreto, per legge.

Si assicura poi ai partiti la disponibilità "in almeno ciascun capoluogo di provincia, di idonei locali per lo svolgimento delle attività politiche, nonché per la tenuta di riunioni, assemblee e manifestazioni pubbliche". E dulcis in fundo viene concesso il "diritto ad accedere, al di fuori dei periodi della campagna elettorale […] a spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo. Cosa significa? Che tutte le spese logistiche e di comunicazione saranno a spese dello Stato.

Fatto in questa maniera, il disegno di legge sembra essere un'alternativa all'attuale legge di finanziamento dei partiti, non una vera abolizione. Insomma, i Parlamentari continuano a giocare con i portafogli e la pazienza degli italiani e ciò non sembra essere un atteggiamento da Paese del "primo mondo".

Scritto da Andrea Dammacco
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