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Il Governo non dimentichi quali sono le priorità

Quali sono le priorità dell'Italia in questo momento? Difficile dare una risposta. Ma al tempo stesso la risposta è la più ovvia. E' indispensabile combattere e superare la recessione per far ripartire il paese da una pessima situazione di stallo.

Sulle priorità del Governo è intervenuto il senatore Luigi D'Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL in Commissione Igiene e sanità del Senato e coordinatore cittadino PdL Bari, con un richiamo affinchè vengano rispettate priorità come sostegno all’economia reale e lavoro.  La copertura finanziaria non sia foglia di fico dell’impotenza, ma una sfida da vincere subito.  O il Paese muore

“Iva, Imu, lavoro, sburocratizzazione: queste le priorità cui il Governo Letta deve dare risposte operative immediate come da impegni assunti con il PdL  per contrastare gli effetti di una recessione che sta impoverendo le famiglie e mettendo in ginocchio le imprese, a cominciare dagli esercizi commerciali che, come dimostrano i dati diffusi da Confesercenti, stanno chiudendo battenti alla velocità della luce, contribuendo ad ingrossare le fila dei disoccupati. Occorre anche esigere misure derogatorie in ambito europeo per allentare i vincoli che stanno strangolando l’economia reale e mandando in tilt tutto il nostro sistema imprenditoriale e sociale.

Non è un caso se il centrodestra aveva posto condizioni precise sui temi economici, insistendo su alcune misure necessarie che, oltre all’abolizione della tassa iniqua sulla prima casa, vedessero da una parte scongiurato l’aumento dell’Iva al 22% e dall’altra parte trovassero nel riconoscimento alle imprese - per le nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato - di una detrazione sotto forma di credito d’imposta dei contributi relativi al lavoratore assunto per i primi 5 anni, insieme alla sostituzione dell’attuale sistema dei sussidi alle imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro e sulla produzione e a pagamenti più rapidi della pubblica amministrazione, il fulcro delle prime azioni di governo.

La copertura finanziaria non può diventare la foglia di fico dell’impotenza, ma deve costituire una sfida per l’azione del Governo, in discontinuità con meri interventi di rigore slegati dalla crescita e dall’equità che sono la condanna a morte per il nostro Paese.

Il vicepremier Alfano ha assicurato che tutto l’esecutivo e in particolare il ministro Saccomanni sta lavorando in questa direzione, partendo dal problema Iva. Sia chiaro che la soluzione non può essere un taglio alla spesa, sottraendo servizi, ma eliminando gli sprechi che si annidano soprattutto nella burocrazia. Condivisibile anche il percorso tracciato dal ministro Trigilia nel destinare risorse comunitarie non spese a sostegno dell’occupazione e ad interventi di carattere sociale per le famiglie del Sud e nel riprogrammare la spesa su interventi mirati, sulla scia del sistema adottato dall’ex ministro Fitto. Bene il percorso sulle riforme istituzionali.

Ma i cittadini hanno bisogno di sentire sulla propria pelle che le cose stanno cambiando davvero in positivo con atti concreti che trovino riscontro nella vita quotidiana, invece di sentire sul collo solo il fiato di Equitalia.

Certo, se Sparta piange, Atene non ride. Dalla Puglia e dal suo capoluogo si alza un grido di dolore che se da un lato si inquadra nella congiuntura negativa nazionale, dall’altro lato sconta l’assenza di una visione programmatica in tema di politiche socio-economiche nella loro globalità - dall’industria al commercio, dall’ambiente alla cultura per finire alla sanità – da parte dei governi Vendola e, per Bari, di quelli Emiliano. E sentire il presidente Vendola che invoca meno propaganda quando nella sua Puglia migliore la cifra distintiva del suo governo è stata proprio la propaganda e l’ultima notizia è che, mentre lui si distrae sui palcoscenici nazionali, Natuzzi è pronto a licenziare 1900 persone, non depone a favore di un vero cambio di rotta”.

Scritto da Redazione
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