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PdL e M5S, quando il leader è il partito

Se al PD piacciono i giochi a squadre, Pdl e M5S preferiscono i solitari. O vinci o perdi, non esistono vie di mezzo o premi di consolazione. Vittoria e sconfitta sono entrambe frutto del tuo operato, entrambe conseguenza di meriti o errori propri, entrambe effetto della strategia di gioco portata avanti sin da principio.

Grillo poteva avere tutto ed invece non gli resta nulla. Poteva posizionare i suoi adepti al governo così da arrogarsi i paventati successi, poteva avere a che fare con un Bersani facilmente malleabile, poteva far mutare le ragioni di voto per il suo movimento da “voto di protesta” a voto politico punto. Poteva ma non ha voluto ed ora le sue matricole siedono insieme ma si guardano guardinghe l’un l’altra, deve avere a che fare con un Letta Jr. acclamato ed apprezzato e con un movimento itinerante che perde pezzi per strada.

In poche parole Beppe Grillo adesso rappresenta un movimento diviso, dei parlamentari litigiosi, degli elettori delusi. Le notizie sui 5stelle ormai riguardano esclusivamente le politiche interne al movimento, le scomuniche, le diffide, i questionari sul web. L’elettorato medio è confuso da un’esorbitante quantità di informazioni -inutili- e quindi è come se questa eccessiva -ed anche questa inutile- trasparenza si sia ritorta contro al movimento stesso. La notizia del giorno qual’è? Gambaro è da cartellino rosso, Pinna da giallo. 

“No Berlusconi, no party” è vero ma, diciamocela tutta, se l’è voluta. Ha creato un partito da solo, ha scelto i componenti, la strategia di comunicazione, l’organizzazione sul territorio. Ha scelto di non scegliere un erede, tanto che l’unico che ha appoggiato è privo del quid. Ha scelto di essere il centrodestra, non di farne parte. Ha voluto metterci la faccia, ben contento di farlo, nei momenti difficili e, spesso, è riuscito nell’intento. Ma ora, per le precedenti -e prima vincenti- mosse poco altruiste, poco lungimiranti, poco “arrendiste”, il PdL perde voti. Berlusconi è in stato d’assedio, crea addirittura un “esercito”, fa leva sul governo, ma il sistema da lui creato sta collassando, implodendo. Le ragioni di questo cedimento sono inconfutabilmente anche esogene, ma è anche vero che le mosse che lo hanno portato ad un incomparabile successo, lo stanno facendo ora cadere. 

Se il PD è acefalo, PdL e M5S sono due prime donne che vogliono la piazza unicamente per loro. C’è chi attira l’attenzione sbraitando e chi lo fa essendo un comunicatore nato. Il vincitore è solo. Il perdente pure.

Scritto da Sveva Biocca
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