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PdL-Berlusconi, è la fine?

Il PdL è finito. Il berlusconismo lo stanno facendo finire -fosse per il pluri-imputato la sua carriera politica continuerebbe vita natural durante-. La Lega ha definitivamente perso il suo leader storico e con lui la metà degli elettori lombardo veneti -e non solo loro-. La matricola Fratelli d'Italia si sta facendo conoscere ma, per ora, stenta a decollare.

La Destra non è entrata in Parlamento. Verrebbe da dire che il centro destra, tra un bisticcio e l'altro, si è auto-esautorato.

Se a livello regionale la bastonata è arrivata forte e chiara, a livello nazionale gli elettori non demordono. Il nocciolo duro si è assottigliato, alcuni milioni di votanti hanno lasciato la barca -che sia verso il grillismo o, più spesso, verso un voltafaccia alla politica- ma i sondaggi non sono poi così sfavorevoli quando si parla di Berlusconi e del suo centro-destra. E' buffo: milioni di italiani credono ancora in un partito che a breve morirà e in un leader che, seppur residente in uno Stato di diritto, sembra spacciato.

La domanda sorge spontanea: che ne sarà allora del centro-destra? 

Una cosa, nel corso degli anni, risulta chiara: l'Italia non è fatta per essere una nazione bipartitica ma, al massimo, può ambire a divenire bipolare. Anche negli anni d'oro del centro destra, nella prima metà degli anni 2000, la Lega era fondamentale. Anche nella odierna stagione migliore -seppur non adeguatamente sfruttata- del centro sinistra, il PD sembra un insieme di partiti, non uno  organico, unico e solo. 

L'unica via per il centro destra è quindi quella del punto e accapo, quella di una terza destra in una terza repubblica, quella di una rinnovata unione condivisa tra più parti. 

Berlusconi rimarrà sempre in politica, anche se dietro le quinte, dietro le sbarre o dietro la porta di casa sua. Berlusconi, però, sarà obbligato ad uscire dal ruolo di protagonista in un futuro prossimo anche se, ipoteticamente, i magistrati gli dessero un clemente lasciapassare per una vita da quasi ottantenne. 

Possibile però che sul futuro immediato le uniche cose immaginate ed auspicate siano un restauro di Forza Italia ed una successione dinastica alla direzione del partito? Se quest'ultima è stata, non proprio prontamente, scongiurata, il passo indietro a FI viene considerato l'unico passo avanti possibile. Sembra che si parli della legge elettorale: l'unico modo per togliere di mezzo il "Porcellum" sembra essere un ritorno al "Mattarellum". Possibile che ci si debba rifugiare nelle attempate minestre riscaldate per ritornare ad avere credibilità? 

L'Italia è maestra nel partorire nuovi nomi per neo-partiti e partitini, fuori la fantasia.

Scritto da Sveva Biocca
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