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Destra, i giovani di Adesso Noi occupano la sede della Fondazione An

 

Questa mattina è stata occupata la sede della Fondazione Alleanza Nazionale in via della Scrofa. Autore di quest’azione politica pacifica e simbolica è il movimento Adesso Noi (AN) nato da un’iniziativa di donne e uomini che hanno deciso d’intervenire in maniera prepotente nel dibattito sulla ricostituzione di un partito unico di destra.

Considerati i dati delle ultime elezioni politiche e amministrative, la rappresentanza di quella che è considerata la Destra italiana s’è ridotta ai minimi storici e per ovviare alle frammentazioni e ai rancori di una stagione che si spera archiviata, diversi dirigenti che risiedevano ai vertici di AN hanno ritenuto opportuno rilanciare la sfida di un partito unico di Destra, indipendentemente dalle sigle, che possa ridare a quella comunità politica un valido strumento di gestione del consenso per avanzare istanze e pretese avendo come scopo ultimo il supremo interesse Nazionale.

A tal proposito Adesso Noi ha deciso di attuare questo certamente prepotente ma non violento gesto, ossia l’occupazione della sede di Alleanza Nazionale, per porre le seguenti questioni politiche:

1.    Modificare la destinazione del patrimonio della Fondazione Alleanza Nazionale, non dovrà più servire a decantare una storia passata ma per scriverne una diversa e di prospettiva, divenendo la principale fonte di finanziamento per il nuovo partito di Destra che si ricostituirà;

2.    Convocare tutti gli intellettuali d’area per scrivere una carta dei valori non negoziabili espressione delle idee e del percorso politico della Destra ma non ghettizzate su posizioni fuori dal tempo, individuando come orizzonte una destra moderna, europea. 

3.    Convocare una costituente di questo nuovo soggetto politico che veda protagoniste non solo le forze politiche “figlie” di Alleanza Nazionale ma aperta a tutte quelle persone e associazioni che si riconoscono in quella carta dei valori.

4.    Il tema del conflitto generazionale (più volgarmente espresso col termine rottamazione) non fa parte della storia della Destra italiana, come dimostra il passaggio da Almirante a Fini, ma talvolta la Storia esige il patto generazionale, il passaggio del testimone. Pur Riconoscendo la massima stima e ammirazione per tutti quei dirigenti, Fini, La Russa, Alemanno, Storace, Nania, Viespoli, Menia, Urso, giusto per indicarne alcuni, che hanno avuto il merito di aver portato la destra al Governo e di aver superato non senza difficoltà la fase post ideologica, riteniamo opportuno che di questo nuovo soggetto politico loro ne siano fautori e padri nobili, che lavorino attraverso accademie, corsi di alta formazione politica e altre attività intellettuali a costruire le future classi dirigenti, ma che lascino la sfida della rappresentanza della Destra nel circuito democratico rappresentativo alle nuove generazioni.

Scritto da Redazione
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