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Beni culturali: come gettare 20 milioni di euro per un sito inutile e fermo

 

Se il ministro dei beni culturali e del turismo, Massimo Bray,  ha portato nel suo staff un ingegnere per l’informatica e le nuove tecnologie, questo dovrebbe come minimo avergli fatto notare che il portale della cultura , “Cultura Italia” (www.culturaitalia.it) da moltissimo tempo non viene aggiornato e che la sua missione, comunicata in pompa magna, di essere il contenitore di tutto ciò che è cultura nel nostro Paese è davvero fallita.

A parlare è Giuseppe Urbino, Segretario Nazionale della Confsal- Unsa Beni Culturali –  ma non si tratta di un piccolo incidente di percorso a cui riparare ma bensì di sperpero di molto danaro pubblico perché, culturaitalia è costato e continua a costare svariati milioni di euro di soldi dei contribuenti italiani. Un po’ come, ricorderete, la storia del portale del Turismo, quell’Italia.it che dopo aver sciupato un mare di soldi venne chiuso, e nessuno però pagò i danni.

Signor Ministro, quanto devono ancora pagare i cittadini italiani per Cultura Italia? Prenda coraggio e disponga l’immediata rimozione dall’online, ne guadagnerebbe lei, che finirebbe di fare figure barbine davanti agli italiani e agli stranieri e ne guadagnerebbero gli italiani che non si vedrebbero più presi per i fondelli.

Su culturaitalia.it  una news al mese, nessun aggiornamento e una serie di informazioni replicate dal sito istituzionale del Mibac. Per esempio – prosegue il sindacalista – quanto ci costa aver replicato la banca dati dei luoghi della cultura avendogli cambiato nome in “MuseiD-Italia” ?

Ministro, mandi il suo consigliere per l’informatica a staccare la spina, e un consiglio spassionato – dice ancora Urbino – se occorre razionalizzare la spesa pubblica di questo Paese, cominciamo anche dalle piccole cose che abbiamo in casa.

E non per ultimo – conclude il Segretario nazionale della Confsal Una – Beni Culturali – metta a capo di questi servizi d’informatica e nuove tecnologie persone competenti che sappiano il loro mestiere, del resto lei un consigliere lo ha già, ora mancano gli altri perché fino adesso è stato un fallimento totale su tutti i fronti e in particolare delle nuove tecnologie”.

Scritto da Redazione
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