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Al lupo! Al lupo!

8 settembre 1943, l'Italia alza bandiera bianca e decide di uscire dal ventennio fascista. Si contraddice, si spacca a metà, la guerra diventa anche interna.  8 settembre 2013, l'Italia ha già alzato bandiera bianca -la data può essere arbitrariamente decisa a seconda delle interpretazioni- e si sta avviando verso l'uscita dal ventennio berlusconiano.  Se prima era stato Re Vittorio Emanuele III a nominare Badoglio salvatore della Patria, adesso è stato Re Giorgio Napolitano II ad aver incaricato Letta nell'arduo compito. Ora come allora l'Italia è spaccata a metà, meno geograficamente ma ugualmente ideologicamente, e la guerra, pur senza armi, è quanto mai accesa. 

Berlusconi temporeggia. Fa depositare il ricorso alla Corte di Strasburgo ma, bisogna dirlo, inutile che ci speri. Il suo obiettivo a breve termine è prendere tempo, tutto qua. Invece la strategia per il lungo periodo è, forse, la sopravvivenza nella sua amata terra tricolore, perchè se la fine che ha fatto Adreotti ormai è un miraggio, la" sorte" a cui è stato costretto Craxi vorrebbe evitarla. 

C'è una parte di tutta questa storia che giornali e compagnia bella non raccontano, forse perchè neppure loro la sanno. Perchè Berlusconi non sta facendo cadere il governo? Ragioniamoci. L'Italia è in crisi, è spaccata, forse anche più che in due pezzi, arranca, ma insomma non è il senso di responsabilità che frena il leader dal togliere la fiducia a questo strano governo. Secondo il suo punto di vista mai come ora avrebbe tutte le "ragioni" per mandare a casa tutti e dire "arrangiatevi". Ma decide di non farlo. Che Napolitano II e Capitan Letta gli stiano promettendo qualcosa per fargli godere tranquillo il ritorno di Kakà e la crescita dei suoi nipotini? 

Ormai l'impressione che continua a dare questo governo di larghe, larghissime intese, è quella della favola di Esopo, "Al lupo! Al lupo!". Alfano gioca a fare il duro, alza i toni, continua a dire che la partita Berlusconi versus tutti non è finita, ma d'altronde non ha il quid né tanto meno la voglia di far cadere un governo nel quale meglio di così non gli poteva andare. Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Interni. In un ipotetico governo Berlusconi avrebbe conquistato a stento la prima poltrona. 

Letta gioca a fare l'indipendente, vuole uscire dai litigi intra PD per occuparsi della sua missione: ricostruire il Paese, non dopo una sanguinosa guerra ma, questa volta, dopo una crisi che fa sanguinare. C'è solo da sperare che Letta faccia il secchione perchè, se farà tutti i compiti promessi, a quel punto si che sarà il vero salvatore della Patria. E se riuscisse a passare l'anno - e mezzo- a pieni voti anche solo per metà delle materie previste, vi pare che rimarrà fuori dalle bischerate intra PD? E sapete chi sarà il grande sconfitto anche sta volta? Matteo Renzi.  

8 settembre 2013. Settant'anni dopo verremo travolti da un nuovo cambiamento, volenti o nolenti poco importa.

Scritto da Sveva Biocca
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