testata_web_pdo_5arancione.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Forza Italia perchè il loro Pdl è fallito

La nascita di Forza Italia 2.0 impone un dovere politico e storico: rifare la destra in Italia. A scriverlo è Carmelo Briguglio sul sito di cultura politica "Generazione Italia".

"Il lancio della nuova F.I. intanto segna una prima questione politica. Lo scioglimento del Pdl, tre anni dopo l'uscita di Fini, cioè di uno dei due fondatori ed di un pezzo di quella che era stata An che ha dato vita a Fli, avviene appunto tre anni dopo.

Il che dovrebbe suggerire al mondo berlusconiano una riflessione con alcune domande.

Perchè è morto il Pdl? La sua fine politica c'era già al momento della cacciata di Fini e dei finiani ed è stata artificialmente ritardata per tutto questo tempo? O il suo contrario: tre anni non sono bastati al Popolo della Libertà, che si era liberata da quelle presenze scomode che, secondo il Cavaliere, ne minavano l'unità, a confermare nei fatti questa "verità"?

Perchè il  partito-monolite non ce l'ha fatta, nonostante avesse espulso quelle pretese tossine ?Nel passaggio dal Pdl a F.I. bis  viene omessa l'analisi politica del perchè avviene ed é stata deciso. E soprattutto si evita dire che un partito, il quale chiude battenti appena dopo quattro anni di vita, è espressione di un fallimento politico. Nè più nè meno. L'insuccesso elettorale di coloro che hanno dato luogo alla scissione, e cioè di Fli, non giustifica la fine del Popolo delle Libertà, quantomeno per le ben diverse dimensioni della forza politica berlusconiana e per la perdita di ben sei milioni di elettori subita nelle ultime elezioni.

Questo è un dato. Che ne richiama un altro.

Pd e Pdl nacquero insieme, il secondo fu per buona parte una risposta legittima alla formazione del primo. Sembrò in quel momento la reazione giusta in una stagione fortemente caratterizzata dall'illusione di in nascente bipartitismo all'italiana. Il ritorno a Forza Italia ci dice in via definitiva che il bipartitismo in Italia è inattuale e forse impossibile, come l'avvento della terza forza di Grillo ormai attesta. E anche: il Pd, travagliato quanto si vuole, ma spinto da due leadership giovani e forti come Enrico Letta e Matteo Renzi, e da altre immagini presentabili che recuperano la propria tradizione gauchista, come Gianni Cuperlo, è più vivo che mai e si prepara a celebrare un congresso vero. Col quale si darà, con un rito dal basso, un progetto e una guida per gli anni che verranno.

In sintesi: il Popolo delle Libertà è morto, il Partito Democratico è vivo. Un fatto di realtà. Ora, è vero e ne siamo convinti, che la destra ha ragioni politiche e culturali, profonde e autonome per esistere e giocare il suo ruolo. Che è quello di rappresentare il sentiment e gli interessi socialmente legittimi di milioni di italiani che non si riconoscono nè in Berlusconi nè nel suo partito. Personale più che mai, come il Cavaliere ha sempre voluto che fosse e sempre sarà. E questa è la radice della défaillance del Pdl che nacque con l'aspirazione di grande forza plurale. In grado di superare le tentazioni del partito-azienda, personale e carismatico, rese permanenti e forse inevitabili dal "corpo del capo", dalla sua forza patrimoniale. Un modello che torna venti anni dopo insieme a un brand, che allora esprimeva energie, evocative e modernizzatrici. Allora. Oggi?  Non è affar nostro? Lo è, ma nel senso che ci viene offerta l'opportunità di cogliere l'attimo. Adesso, nè prima, nè dopo occorre fare rinascere la destra politica in Italia. Grande, ambiziosa, competitiva.

Oltre, ben oltre formazioni, sigle, aree, persone che oggi fanno tante destre. Qualcuna con maggiore consistenza e appeal, altre meno o molto meno. Nessuna in grado di essere grande. Politicamente ed elettoralmente. Ma che, insieme, possiamo rifare. Con ciascuno dentro e tutti i rancori e le divisioni fuori. Rispettando ambizioni, storie e percorsi fatti. Ma superandoli nel progetto della destra grande e nuova. Che forse dobbiamo costruire, per oltrepassarla, ripartendo da Alleanza Nazionale. Come linguaggio comune con cui farci capire. E luogo dove ritrovarci.Tutti", conclude.

Scritto da Redazione
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %