testata_web_pdo_5celeste.jpg
teaser_1_si_cambia_980x89.jpg

Una tragedia immane ed inumana

Ieri un barcone stracolmo di profughi eritrei e somali che si è ribaltato al largo di Lampedusa ha già fatto contare oltre 111 corpi recuperati. I sub intervenuti parlano di centinaia di corpi sotto il natante ancora da recuperare. Intanto, le operazioni di recupero sono state sospese a causa delle condizioni non favorevoli del mare.

Credo che ormai tutti conoscano l'antefatto. L'ennesima carretta del mare, che avrebbe potuto caricare si e no poche decine di persone, ha lasciato le coste africane dirigendosi dalla Libia verso Lampedusa con un carico da 400 a 500 persone, in prevalenza donne e bambini. Al largo di Lampedusa la barca si è capovolta per ragioni tutte ancora da accertare, ma non difficilmente intuibili, dato che con quel sovraccarico la più piccola ondata avrebbe provocato il ribaltamento,

I non pochi superstiti parlano di pescherecci italiani che non li hanno soccorsi. Se fosse vero e si accertasse che i nostri pescatori li hanno avvistati, sarebbe davvero orrendo. Altro che "italiani, brava gente". Francamente, conoscendo gli uomini di mare, mi rifiuto di pensare che abbiano commesso una simile carognata. Oddio, a meno che non abbiano incontrato un altro Schettino. Non è che quel signore abbia scritto una bella pagina per la nostra marineria.

L'inchiesta, se condotta onestamente, ci darà una risposta. Intanto l'unica voce che si è alzata, senza tentennamenti, forte e chiara e quella di Papa Francesco, alla quale ha fatto eco quella del Sindaco di Lampedusa che, stanco di essere solo ad affrontare tutto ciò che l'emigrazione clandestina verso l'intera Europa porta e comporta, ha chiesto ad Enrico Letta di aiutarlo a contare i morti.

Ha ragione Angelino Alfano quando dice che non è un problema solo italiano, che l'Europa deve farsene carico, ma intanto è dall'Italia che passa il flusso migratorio clandestino, che poi in prevalenza vi transita unicamente. Non sono tanti quelli che rimangono nel nostro Paese.

Credo fermamente che finora abbiamo sbagliato tutto sia a livello nazionale, che europeo. Innanzitutto, è necessaria una seria operazione di intelligence per identificare gli scafisti (e non mi riferisco ai drogati che vengono messi al timone, ma a chi tira le fila di questo immondo business e ne trae i vantaggi economici, purtroppo considerevoli. Devono essere processati e condannati da una Corte Europea come responsabili di stragi e crimini verso l’umanità; non si può delegare alla giustizia dei Paesi d’origine e di residenza di quei criminali il compito di punirli. La loro immunità deve cessare di esistere.

Abbiamo avuto l'immonda idea di assoldare Gheddafi perchè fermasse a terra gli emigranti. Ebbene l'85% delle migranti sono state stuprate dalla soldataglia di quell'altro signore (la morte non cancella in suoi orrori), molte appena prima di essere soppresse o peggio abbandonate nel deserto senz'acqua (la morte immediata appare a questo punto pietosa, perchè di certo meno dolorosa). Gli uomini hanno subito lo stesso abbandono, quando non la strage.

Viva la civilissima ed opulenta Europa: non paga dello sfruttamento coloniale, ha continuato a trattare gli africani peggio degli schiavi. Questi ultimi hanno la "fortuna" di essere merce preziosa e, dunque, da tutelare in qualche modo. I migranti no. Chi li vuole? Chi li ha cercati? Altra ipocrisia europea: senza le badanti straniere l’assistenza sociale, a cominciare dall’italiana, salterebbe letteralmente in aria, così come senza lavoratori stranieri l’agricoltura potrebbe chiudere battenti e tanti lavori utili (a cominciare dalla costruzione e manutenzione di strade) non sarebbero assicurati.

Seconda bestialità: la legge Bossi-Fini e le equivalenti di altri Paesi europei hanno reso reato lo stato di immigrato clandestino e ciò facendo, hanno regalato alla criminalità organizzata infinite migliaia di manovali. Complimenti per la genialata. Non sono stato abbastanza chiaro? Bene, preciso: se il mio stato di povero disgraziato che rischia la pelle e fa debiti generazionali per pagarsi la traversata verso la speranza di non dover più morire e veder morire di fame i propri figli, se quello stato è considerato dalla legge un reato, non mi resta altro che vivere nell’ombra e chiedere protezione e lavoro alla criminalità organizzata, l’unica “impresa” adatta al mio stato.

Dice stasera Alfano: queste tragedie si ripeteranno ed invoca la collaborazione delle polizie dei Paesi di partenza. Altro errore. Nessuna polizia al mondo potrà mai fermare uomini e donne resi disperati dalla fame, dall’indigenza più nera, dall’impossibilità di sopravvivere nel loro Paese.

Solo creando lì condizioni umane di vita potremo fermare questi esodi biblici. Solo dando loro una cristiana, o semplicemente umana accoglienza li sottrarremo al crimine. Il resto, dal ricorso alle varie polizie africane agli accordi con quei governi, lascia il tempo che trova. Le tragedie si ripeteranno e solo questo grande Papa, che sembra davvero scelto dalla Provvidenza, avrà la forza morale di scagliarvisi contro. Intanto noi, che purtroppo autorevoli non siamo ed il nostro Governo, che a dispetto degli squallidi teatrini quotidiani e delle altisonanti dichiarazioni, in realtà riesce solo a vivacchiare ed a tirare un sospiro per lo scampato pericolo, quando Berlusconi inscena l’ennesima carnevalata, non riusciamo a dire all’Europa ed alla Signora Merkel che è arrivato il tempo di farsi carico tutti insieme di queste immani tragedie, epiloghi dolorosi di tragedie quotidiane a monte, di un’Africa dove non c’è per le creature che hanno diritto a vivere neanche da bere. Del cibo e delle medicine essenziali, neanche l’ombra.

Occorre, dunque, che l’Europa crei ad horas un’autority europea che gestisca direttamente i soccorsi umanitari nell’immediato e ponga mano senza indugi ad un piano di risanamento dell’economia africana. Non serve mandare cibo e medicinali che i governi locali intercettano e rivendono alla borsa nera.

Se non faremo presto e bene, visto che ormai siamo fuori tempo massimo, nessuna pace ci sarà nel mondo e quei focolai di guerre, che i venditori europei di armi alimentano per lucro, rischiano da un minuto all’altro di allargarsi, di espandersi a macchia d’olio e di investirci con tutta la violenza di cui può essere capace un popolo spinto all’angolo dalla disperazione più nera

di Gianvito Pugliese
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Scritto da Redazione
Newsletter



Invest
IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %