testata_web_pdo_5celeste.jpg
teaser_1_raccontiamolapuglia_980x89.jpg

Mussolini è morto, anzi no. Ecco il nuovo libro di Roberto Gervaso

Mussolini non è morto nell'aprile del 1945. Il corpo esposto in piazzale Loreto non era il suo. Si è rifugiato in Svizzera sotto mentite spoglie, ha cominciato una seconda vita ritornando alla sua antica passione, il giornalismo. Dopo i primi articoli, il direttore di un piccolo giornale ticinese lo manderà inviato in Italia per una serie di reportage, che racconteranno il nostro paese dalla ricostruzione al '68, dal rapimento di Moro all'ascesa di Berlusconi, fino alle vicende del governo Letta e della condanna del Cavaliere. E con gli occhi di Mussolini giornalista, Roberto Gervaso scruta l'Italia. Una storia irriverente del nostro Paese, dal trattato di Versailles ai giorni nostri, raccontata nel suo nuovo romanzo "Lo stivale zoppo".

A colloquio con la gente, a bordo della nave da crociera Msc Fantasia, Gervaso ha descritto in pochi minuti i personaggi che hanno "fatto" l'Italia dal 1861 ad oggi. E non c'è n'è stato per nessuno: Vittorio Emanuele II? Un lolitomane. Mazzini? Uno iettatore. Cavour? Un giocatore d'azzardo e un donnaiolo. Garibaldi? Tanto coraggio e poco cervello. Gli italiani? Delle pecore anarchiche. Vocati al servaggio, se ne infischiano della libertà, le hanno sempre anteposto il benessere. L'Italia è un Paese senza carattere, che sta ancora in piedi perché non sa da che parte cadere.

Nel romanzo, in realtà, Gervaso mette il dito nella piaga spiegando come la situazione italiana odierna non è di certo migliore del 1922: Tutto è a pezzi, tutto in vendita. I partiti non hanno mai litigato tanto: "La sinistra è un’insalata russa senza maionese - dice Gervaso - la destra una macedonia di frutta con troppo maraschino giudiziario. Il Paese è a un bivio: il balcone o la colonia. O qualcuno si leva dalla folla e dichiara: "Il carnevale è finito", oppure diventiamo una colonia delle grandi potenze europee o di quelle emergenti, come la Cina".

Il romanzo di Gervaso, quindi, giudica l'intera società italiana come al completo sbando e all'individualismo più sfrenato, una società che in più di 1500 anni di storia (dalla fine dell'impero romano dove, come afferma l'autore, c'era un vero senso della patria e della società) non è cambiata, anzi, peggiorata. Una società che ha lasciato spazio a personaggi della politica che hanno sempre deciso, e decidono, nell'interesse del Paese inteso come proprio personale interesse.

embed video plugin powered by Union Development
Scritto da Andrea Dammacco
Newsletter



IMAGE
IMAGE
Decaro: io o Olivieri
Martedì, 07 Gennaio 2014
Non si conosce ancora la decisione dell'onorevole... Read More...

Locations

  • Redazione - Via Abate Gimma, 163 - Bari
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • 084 - 5213360

Puglia d'oggi per il Sociale

Has no content to show!

Style Setting

Fonts

Layouts( inner pages )

Direction

Template Widths

px  %

px  %