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An: il dovere all'impegno ed al coraggio

Alea iacta est – il dado è tratto. Così come Cesare, anche noi in questi mesi ci siamo ritrovati di fronte ad una scelta vitale: rimanere arroccati su noi stessi, o superare il “Rubicone” dei risentimenti personali, delle antiche ruggini e delle convinzioni personali che talvolta non guardano a quelle collettive, per attraversare la riva del fiume e ritrovarci tutti insieme con gli amici dispersi ed anche con chi vorrà condividere questo percorso per la prima volta, per riapprodare nella terra comune rappresentata da Alleanza Nazionale.  

La manifestazione di sabato a Roma ha rappresentato il punto di partenza e non quello di arrivo, ormai non si può più tornare indietro, è un dovere prima che un diritto.

Ognuno di noi ha il diritto di sognare e di provare sentimenti, ma quando si fa politica così come noi la interpretiamo, non per esercitare il potere ma per passione civile al servizio della Patria, ognuno di noi ha il dovere all’impegno ed al coraggio. E’ una scelta impegnativa la nostra, perché costruire un partito non è una impresa semplice; è una scelta coraggiosa, perché avremmo potuto cedere alle lusinghe di chi oggi è in parlamento e avrebbe potuto offrirci qualche vantaggio.

Noi abbiamo deciso di non accontentarci.

Noi abbiamo deciso di non rassegnarci a vedere la Destra Politica Italiana ridotta alla quasi totale inesistenza. Ecco il senso della nostra intuizione. Riportare in politica Alleanza Nazionale, significa voler ridare alla destra italiana una forma concreta, per restituire all’ Italia una comunità che metta al primo posto non gli interessi di parte, ma quelli globali. E amore verso le nostre idee ma anche e soprattutto verso il nostro popolo che oggi rischia di essere trascinato verso la deriva, dalle spinte qualunquiste e populiste di chi cavalca l’onda dell’anti – politica.

Ha ragione Francesco Storace quando dice che Grillo vince perché non esiste più una destra autorevole. Gli elettori si sono accontentati di votare il partito della protesta di Grillo, perché in Italia è venuta meno la Destra della “denuncia” e della Proposta. E questo ha generato un fenomeno di discrasia fra una parte di elettorato culturalmente di destra, che ha eletto con il proprio voto, rappresentanti eticamente vicini alle posizioni della estrema sinistra.

E’ nostro dovere prima che diritto, tornare a riempire lo spazio lasciato vuoto in questi anni; sarebbe un delitto se lasciassimo che la nostra cultura e la nostra gente continuassero ad essere rappresentate dal fanatismo Grillino ed in certi casi dallo sproloquio leghista. La Destra Italiana è complicata articolata e molteplice; ed è per questo che ripartire da Alleanza Nazionale non significa rispolverare un vecchio simbolo in disuso, ma rappresenta la ricostruzione di una destra inclusiva ed aperta capace di rappresentare il sentire di tutte le donne e gli uomini che ad essa si sentono legati.

E’ un percorso culturale prima che politico, che rielabora e mette in pratica il disegno di quella destra, che Almirante prima e Tatarella poi avevano immaginato e contribuito a costruire. La destra è rinnovarsi attraverso la continuità culturale. “Historia est magistra vitae”  dicevano i Latini e della Storia noi abbiamo rispetto, tanto è vero che vogliamo scrivere la Storia che verrà senza però avere la presunzione di  prescindere da ciò che è stato.

E’ impossibile costruire qualcosa di solido e forte, senza studiare, apprendere e comprendere la lezione di chi ci ha preceduti, si rischierebbe di costruire una casa senza fondamenta e di confondere  l’aspirazione al futuro con un vuoto “nuovismo” di facciata. 

La Destra Italiana si riprenda i suoi spazi e ritorni protagonista quindi. E  quanti ancora sono scettici, riflettano sulla necessità di dialogare, perché altrimenti correrebbero il rischio di restare indietro e di invecchiare ricorrendo il mito del giovanilismo.

Daniele Milella - Alleanza Nazionale

Scritto da Redazione
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