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Berlusconi fuori. Vincitori e vinti

Questo giorno lo stavano aspettando tutti, chi da venti anni, chi da pochi mesi. Per alcuni l'ha scampata per troppo tempo, per altri si meritava molto di più. 

E' stato dato ufficialmente il via all'inizio della sua fine: defenestrato dal Senato della Repubblica, catapultato direttamente agli arresti domiciliari e svestito previamente del titolo di Cavaliere. E' visibilmente stanco, parzialmente sconfortato e totalmente afflitto.

Certamente nessuno è stato perseguitato dalla giustizia quanto l'ex premier, ma è altrettanto certo che nessuno mai si è esposto alle persecuzioni di tale ente giudicante quanto lui, e questa condanna è solo l'inizio. Dopo l'evasione fiscale ci sarà Ruby e dopo di questa ci sarà la presunta corruzione dei testimoni. Non lo arresteranno, ma forse quello che potranno fare è rinchiuderlo più e più volte negli spazi del suo domicilio, fino a confinarlo in un paio di centinaia di metri quadrati.

M5S e PD si limitano a parlare di una "semplice applicazione della legge" , ma tra di loro staranno festeggiando e brindando per l'obiettivo finalmente raggiunto (come biasimarli). Alfano ed i suoi governatorini fanno i finti amareggiati, dispiaciuti in una "giornata buia per la democrazia", ma la realtà è che lo sapevano da tempo che la sua fine sarebbe stata questa. Forza Italia si è messa il lutto al braccio, si è vestita di nero e ci è mancato poco che si mettesse un velo in testa mentre seguiva in silenzio l'aereo del suo leader che volava per la Sardegna. La loro arringa finale ha un che di disperato e malinconico, che sfocia non tanto nello sfoggio di una fedeltà estrema quanto in gesti delle volte inutili e poco lungimiranti. Che faranno, ora, tutti quei parlamentari decapitati? 

I veri vincitori sono due: Giorgio Napolitano ed Ulisse Di Giacomo. Il molisano Mr Nessuno si è preso due soddisfazioni in una sola volta: oltre a prendere il posto del leader decaduto, ha inoltre aderito al nuovo partito alfaniano. Non poteva prendersi rivincita migliore dopo che il leader del suo partito aveva scelto di rappresentare (grazie alla pluricandidabilità) proprio quell'unico piccolo seggio molisano.

Infine Re Giorgio ed i suoi parlamentari a vita. Se il primo sta vedendo compiuti tutti i suoi piani (Letta rimane al governo, Berlusconi è stato cacciato, la magistratura ha vinto) e si congratula con sé stesso tra le sontuose e dispendiose mura di casa sua, i senatori da poco eletti sono talmente meritevoli, che hanno deciso di meritarsi solo questo voto. Dopo mesi di assenteismo fanno capolino, mettono la loro firma sulla decadenza e, tutti contenti tornato da dove sono venuti.

Echissenefrega se Renzo Piano devolve il suo stipendio da senatore a chissà quali architetti disperati che voglio costruire il loro futuro. Napolitano ha eletto i quattro sinistroidi con uno solo scopo: lo portassero avanti giorno per giorno.

Scritto da Sveva Biocca
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